Mobilità 2017/18 scuola: come viene decisa l'assegnazione ai posti di diritto o di potenziamento?
Mobilità 2017/18 scuola: come viene decisa l'assegnazione ai posti di diritto o di potenziamento?

Mobilità 2017/18 e organico: chi decide l’assegnazione delle cattedre di diritto e di quelle di potenziamento? Sebbene si faccia ancora la distinzione fra posti di diritto e posti di potenziamento, già dall’inizio dell’a.s. 2016/17 ogni scuola ha il suo organico dell’autonomia, che comprende entrambi i tipi di posto. La Legge 107 ha previsto che la distinzione iniziale non esista più e che ogni Istituzione scolastica abbia il suo organico unico, ovvero quello dell’autonomia. Tutti i docenti ne fanno parte. Ne consegue che la titolarità del docente, sia essa di scuola o di ambito, riguarda una cattedra dell’organico dell’autonomia, che include sia posti di diritto che di potenziamento. Chi decide allora quale posto deve occupare l’insegnante?

Organico e mobilità 2017/18: l’assegnazione spetta al DS

Se la titolarità (di scuola o ambito) dei docenti riguarda l’organico dell’autonomia, è ovvio che con la mobilità 2017/18 non spetta a loro decidere se essere assegnati ad una cattedra di diritto o ad una di potenziamento. Il modulo della domanda non contiene nessuna voce che permetta di scegliere fra posto di potenziamento e posto di diritto. La competenza è del Dirigente scolastico. Una volta ottenuto il trasferimento, il docente potrà essere assegnato sia ad una cattedra di diritto che ad una di potenziamento, in base alle disposizioni del Dirigente scolastico. Nel fare queste scelte, la legge 107 stabilisce che il DS tenga conto dei criteri stabiliti da Collegio Docenti e dal Consiglio di Istituto.

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