Ultime notizie pensioni scuola, martedì 2 maggio 2017: i ritardi del Governo in merito alla partenza dell'Ape Sociale.

I nostri lettori avranno sicuramente appreso in merito alla ‘figuraccia’ del Governo Gentiloni in relazione alla falsa partenza delle nuove misure previdenziali che dovrebbero consentire l’uscita anticipata per migliaia e migliaia di lavoratori: stiamo parlando dell’Ape Sociale e del pensionamento con la quota 41 per tutti i lavoratori precoci. Tali misure dovevano partire ieri, martedì 1° maggio, ma come senz’altro saprete, non sono stati ancora pubblicati i decreti attuativi che daranno il via libera alla presentazione delle domande.

Pensioni, ultime novità Ape Sociale: criticità in arrivo per i lavoratori della scuola

In modo particolare desta particolare apprensione e preoccupazione la questione riguardante i lavoratori della scuola che hanno una finestra temporale irrevocabile per cessare il proprio rapporto di lavoro e fissata al 1° settembre di ogni ogni anno. Il rischio di creare incertezza, da parte degli interessati, è molto alto ed è chiaro che il Governo dovrà dare delle precise indicazioni su questo aspetto controverso che potrebbe generare discriminazioni nei confronti delle altre categorie di lavoratori.
Ricordiamo che per accedere all’Ape Sociale, il lavoratore deve aver maturato una continuità lavorativa di almeno sei anni negli ultimi sette che precedono la presentazione della domanda. Possono accedervi solamente alcune categorie (tra le quali gli insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido), occorre aver compiuto almeno 63 anni e possedere 30 anni di contributi versati se si è disoccupati, invalidi con una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale alla soglia del 74% o con parenti di 1°grado con disabilità grave, oppure 36 anni di contributi per chi ha effettuato lavori con lavori gravosi.
In attesa che venga dato il via libera per la presentazione delle domande, sono stati già apposti alcuni correttivi al Dpcm: secondo i suggerimenti provenienti dal Consiglio di Stato, è stata concessa la proroga sulla scadenza per la presentazione delle domande che, com’era scontato, slitterà di un mese, al 31 luglio (inizialmente era stata fissata al 30 giugno): resta il fatto che il Governo dovrà mettere nero su bianco tale rettifica, che comprenderà una garanzia di decorrenza retroattiva al primo maggio, nel caso in cui venga dato il via libera al richiedente per il diritto alla fruizione delle succitate misure previdenziali.
L’altra misura correttiva è quella contenuta nel Decreto legge N. 50/2017 (Articolo 53), quello riguardante la manovra bis: come già detto, si tratta della modifica introdotta riguardante il requisito dei sei anni continuativi di attività gravosa individuati nei sette anni antecedenti alla decorrenza dell’Ape o del pensionamento con 41 anni di contributi.