arginare le 'biufale' in rete

I primi a porre il problema delle ‘bufale’ in rete sono stati gli studenti che con i loro fumetti, hanno posto l’attenzione su questo problema. I vincitori del concorso nazionale rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado hanno ricevuto per questo un premio durante un convegno dedicato proprio al tema delle bufale in rete. I lavori sono stati aperti dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, che all’Ansa ha rilasciato le sue dichiarazioni.

Le dichiarazioni della Boldrini

Per riconoscere e combattere le fake news dobbiamo lanciare l’anno prossimo un grande progetto di educazione civica digitale che coinvolga le istituzioni, il ministero, le aziende, i social media, rivolto al mondo della scuola”. “Le ‘bufale’ mettono a rischio il diritto fondamentale di tutti i cittadini di essere informato correttamente. In questo lavoro non c’è alcuna volontà di censura. Al contrario, censurare sarebbe stato nascondere la gravità del problema. Non è certamente censurare accendere i riflettori su una questione che riguarda tutti noi. La commissione parlamentare Internet presto avvierà un’indagine conoscitiva sulle fake news, su come nascono e come vengono diffuse in rete”.

L’impegno della Fedeli

Su Il Sole 24 Ore il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli fa eco alle parole della Boldrini.”Il fenomeno delle fake news ha radici strutturali e non va sottovalutato perché danneggia la collettività e la qualità del dibattito pubblico e della democrazia. L’educazione delle nuove generazioni è la prima soluzione di lungo termine al problema. Per questo motivo Camera dei deputati e Miur realizzeranno insieme, a partire dal prossimo anno scolastico, un progetto di informazione, comunicazione e sensibilizzazione civica rivolto a tutte le scuole”.

Un problema risolvibile?

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Purtroppo stanno proliferando a macchia d’olio i siti e i blog monotematici su vari argomenti che ingannano l’attenzione dell’utente con titoli ad effetto e forzature che di informazione hanno poco o nulla. Il fenomeno della credulità popolare e la naturale inclinazione dell’internauta a dare per vere notizie false o, peggio, copiate male da altre fonti autorevoli, non fa altro che peggiorare il senso di smarrimento di chi vi si imbatte. Ma i rimedi esistono e si fondano sull’uso consapevole del ragionamento individuale. Una prima e buona norma è quella di verificare l’attendibilità della notizia individuando la fonte dalla quale è tratta. La seconda è costituita dalla sana e buona abitudine di verificare sul portale in cui si naviga chi sono gli autori, consultandone i profili e il proprio curriculum. E’ in questa sezione che si trova infatti la testimonianza dell’attendibilità dell’autore perché vi si può leggere se si occupa della tematica già da diverso tempo. Un altro elemento che testimonia l’attendibilità del blog che si visita è la presenza di una sezione contatti con un indirizzo email a cui eventualmente inviare qualche domanda. In questo, la redazione di Scuolainforma non ha mai mancato di dare risposta ai propri lettori.