24 CFU

Il decreto sui 24 CFU necessari per partecipare ai nuovi concorsi per accedere all’insegnamento, secondo lo schema della nuova formazione, non è ancora uscito. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa entro pochi giorni. Tuttavia è necessario far presto perché i neo laureati e i laureandi che hanno intenzione di svolgere la professione di insegnante rischiano di subire abusi. Il pensiero viene espresso dalla Sen. Manuela Ghizzoni che sui 24 CFU ha presentato una interrogazione parlamentare al Miur.

I timori

E’ comprensibile l’ansia che attanaglia gli interessati che intendono affrontare i nuovi concorsi. Ma questo induce a cadere nella rete di chi propone corsi per conseguire i CFU necessari. Sul web c’è già chi li propone a costi bassi (120 euro cit.) ma senza nessuna garanzia certa di corrispondenza di allineamento con le future previsioni. Per questo ci sarà il decreto a stabilirne modalità e costi. Sulle pagine del suo sito manuelaghizzoni.it la senatrice ci fa sapere di aver presentato una interrogazione parlamentare al Ministro Fedeli. “I 24 crediti sono necessari, ma non a tutti i “costi”- chiosa l’on Ghizzoni.

Fare presto

Nel testo dell’interrogazione parlamentare vengono citati gli organismi che stanno offrendo questi corsi a pagamento. I costi variano dai 120 euro della Università Telematica Pegaso ai 649 euro della società I.CO.TE.A C.A.T. Quest’ultima afferma di essere autorizzata dal Miur. Per evitare la moltiplicazione di offerte del genere occorre quindi far presto ad emanare un decreto. Non solo vanno date informazioni dettagliate e precise su questo argomento, ma bisogna anche vigilare e intervenire per evitare che gli aspiranti futuri docenti siano indotti in errore pagando corsi che nella realtà non sono quelli idonei ad affrontare il concorso. Per visualizzare il testo completo dell’interrogazione parlamentare presentata da Manuela Ghizzoni, preceduto da alcune opportune considerazioni da parte della senatrice stessa, è possibile cliccare su questa riga.