Professoressa uccisa dal compagno: movente, la gelosia
Professoressa uccisa dal compagno: movente, la gelosia

Dramma della gelosia a Roma, sfociato in omicidio. I protagonisti di questa vicenda – una professoressa di 47 anni e un dirigente di banca 55enne, entrambi con figli nati da precedenti matrimoni – da qualche tempo vivevano un periodo di crisi nel loro rapporto. “La donna aveva manifestato più volte l’intenzione di troncare la relazione – raccontano i vicini di casa – e da allora, capitava spesso di sentirli litigare. La situazione peggiorava di giorno in giorno a causa della gelosia ormai patologica dell’uomo che, da quando aveva saputo che la sua convivente voleva lasciarlo, era diventato addirittura paranoico ed ossessivo”.

La gelosia dell’uomo aveva raggiunto il livello di guardia

L’omicida, dopo l’arresto ha confessato ai carabinieri: “Durante la notte non trovavo pace, così ho deciso di controllare il suo cellulare mentre dormiva. Quando ho trovato un messaggio inviato dal suo ex ho perso la testa, anche se non c’era scritto nulla di compromettente, e l’ho svegliata – ha proseguito – lei in un primo momento si è difesa dicendo che era un banalissimo messaggio di saluti, poi si è ribellata accusandomi di aver violato la sua privacy“. La donna – come scrive Repubblica – in preda alla rabbia, gli ha detto per l’ennesima volta di volerlo lasciare; ed è stato in quel momento che lui, accecato dalla gelosia, ha afferrato un peso da palestra e l’ha colpita ripetutamente con violenza, fino a ucciderla.
Dopo, resosi conto della gravità del suo gesto, si è consegnato spontaneamente ai carabinieri, ai quali ha raccontato che da due mesi a questa parte soffriva di una forte depressione, al punto da desiderare di togliersi la vita. A causa di questo era molto cambiato e, anche se prendeva dei farmaci per curarsi, temeva che la sua convivente l’avrebbe lasciato proprio questo motivo.

L’ennesima vittima del femminicidio

Apparentemente, come riportato dal quotidiano, sul corpo della donna non sembrano presenti segni che lascino pensare a un tentativo di difesa. Nei prossimi giorni – quando verrà effettuata l’autopsia, verificata l’ora del decesso e la versione data dal compagno – gli inquirenti potranno capire se l’uomo ha aspettato qualche ora prima di costituirsi, oppure se si è consegnato ai carabinieri subito dopo il delitto.
Ieri pomeriggio la presidente della commissione elette Flavia Di gregorio, l’assessora alla cultura Cinzia Guido e la presidente Sabrina Alfonsirecate a rendere omaggio all’insegnante – ennesima vittima del femminicidio – nel luogo in cui è stata uccisa barbaramente: “Le donne, purtroppo, continuano a perdere la vita per mano di chi dice di amarle – hanno commentato – confermiamo dunque il nostro impegno, come istituzioni, nel promuovere e sostenere tutte le attività dei centri antiviolenza, e i percorsi per educare i giovani alle pari opportunità e alla differenza nella società, a partire dalla scuola“.