Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso PAS

Il Consiglio di Stato ha accolto un ricorso per l’inserimento in Gae per gli abilitati col Pas. La sentenza emessa dai giudici di Palazzo Spada è la numero 2010/2017 pubblicata il 2 maggio 2017. La notizia era già stata anticipata a chi vi scrive da alcuni colleghi che sanno quanto mi stia adoperando per la causa degli abilitati. Come mio costume, ho effettuato una rapida ricerca in rete per verificare la notizia che certamente, oggi come oggi, ha del clamoroso. In fondo al presente pertanto rimetto l’elemento del riscontro positivo in merito all’accoglimento del Consiglio di Stato.

Il decreto originariamente impugnato

Ad ottenere l’inserimento nelle Gae di alcuni abilitati Pas è stato l’avv. Antonio De Angelis che ha documentato l’accoglimento in questione dietro un rigetto per difetto di giurisdizione. Si tratta di un contenzioso aperto nel 2015 ma, come la vicenda dei diplomati magistrali ha dimostrato, nessuna differenza esiste tra i decreti impugnati: il 325/2015 e il 495/2016. La trattazione dunque è identica in tutti e due i casi.

L’accoglimento in appello

Il Tar aveva respinto il ricorso con sentenza numero 535/2016. Il motivo, come anticipato più sopra, era il difetto di giurisdizione. Il Cds è stato di parere opposto, riconoscendo la giurisdizione del Giudice Amministrativo. Con la sentenza 2010/2017 del 2 maggio scorso, lo accoglie annullando gli effetti della sentenza del Tar e disponendo l’inserimento in Gae con riserva degli appellanti in attesa della sentenza di merito. Per sapere come andrà a finire occorrerà attendere dai 12 ai 18 mesi circa.

Prudenza

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Appare del tutto pleonastico spiegare il risultato di un accoglimento nel merito e un inserimento a pieno titolo degli abilitati Pas. Tuttavia sarà molto meglio star calmi e non montarsi la testa. Fino adesso, ed è storia recente, il Tar ha sempre respinto questi ricorsi con la messe di sentenze brevi succedutesi dallo scorso autunno. Scardinare un orientamento così consolidato non sarà facile. Merita sicuramente menzionarla perché è il primo pronunciamento positivo dopo tutti quei respingimenti. Perlomeno ciò autorizza ad ipotizzare un nuovo cambio di orientamento in senso favorevole dell’orientamento dei giudici di Palazzo Spada.
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