Precariato, solo 9600 posti per le assunzioni: 'Intollerabile che si continui a promettere soluzioni che poi cadono nel vuoto'

Il quotidiano economico ‘Italia Oggi’ ha parlato di ‘assunzioni nella scuola sgonfiate’. Ma non si tratta certamente di una sorpresa, visto che da diverse settimane si era intuito che la questione riguardante la trasformazione delle 25mila cattedre dall’organico di fatto all’organico di diritto, doveva finire così, ovvero con l’autorizzazione del Mef di appena 9600 posti.

Anief parla di ‘pantomima inscenata tra Miur e Ministero dell’Economia‘ con il dicastero di Viale Trastevere che ha dichiarato come le 25mila cattedre fossero solo frutto di un errore di calcolo e che, sulla base di questi numeri ridotti, è in via di definizione la circolare relativa agli organici che, con tutta probabilità, vedrà la luce entro la prossima settimana.

Assunzioni e precariato, solo 9600 posti per le assunzioni: ‘Intollerabile che si continui a promettere soluzioni che poi cadono nel vuoto’

‘E’ intollerabile – ha dichiarato il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico – che si continuino a inscenare o promettere soluzioni ai mali del precariato che poi sistematicamente cadono nel vuoto. Lo stesso impegno che si era presa la Ministra dell’Istruzione di raggiungere un buon compromesso con i colleghi del Ministero dell’Economia non sembra aver avuto alcun seguito. Perché siamo rimasti fermi alla logica contabile imposta da quest’ultimo. Con le necessità della scuola, ancora una volta schiacciate e messe da parte. Noi, francamente, come sindacato abbiamo le tasche piene di questo modo di risolvere i problemi della scuola. Perché a settembre assieme alle 100mila supplenze annuali, ci ritroveremo con una miriade di docenti sempre meno titolari di cattedra, a insegnare materie che conoscono appena e sballottati anche su tre scuole, oltre alla scandalosa reggenza di quasi 2mila istituti e tutte le difficoltà derivanti da un algoritmo segreto che anche nel 2017 promette nulla di buono”.

Assunzioni e supplenze oltre i 36 mesi: non si vuol cambiare, nonostante Bruxelles continui a bacchettare l’Italia

Anief ha ricordato quanto ribadito alla fine del mese di marzo dalla Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, Cecilia Wikström, la quale “si è detta fortemente delusa delle giustificazioni mosse dai rappresentanti italiani; ha chiesto loro formali e dettagliati ragguagli, da presentare subito dopo l’estate, all’interno di un’adunanza plenaria per il Parlamento Europeo”.
Oramai, quella del precariato è una situazione ampiamente nota a Bruxelles che più volte ha già bacchettato l’Italia per non aver rispettato le normative contenute nella direttiva N. 70/1999, ovvero il fatto che non si possano confermare le supplenze oltre i 36 mesi in presenza di posti liberi.