Stipendio docenti precari, notizie 6/5: ancora condanne per il Miur

Stipendio docenti precari: il GdL condanna clamorosamente il Miur
Stipendio docenti precari: il GdL condanna clamorosamente il Miur

Finalmente lo stipendio dei docenti precari sarà equiparato a quelli di ruolo. Una sentenza che certamente farà discutere – Una notizia davvero importante per 80 docenti di Sassari che hanno avanzato un ricorso al Giudice del Lavoro, ricorso patrocinato dalla segreteria provinciale Flc Cgil, per il giusto riconoscimento del servizio prestato in qualità di supplenti precari. Il ricorso è stato vinto e il Giudice ha riconosciuto loro tutto il servizio prestato precedentemente (anzianità di servizio pregressa), con l’aggiunta dell’adeguamento stipendiale.

Stipendio docenti precari: il lavoro prezioso del team legale della Flc Cgil condanna clamorosamente il Miur

Secondo quanto riportato dal quotidiano locale “la Nuova Sardegna“, il team legale del sindacato FlC Cgil, rappresentato dagli avvocati Marcello Bazzoni, Tullio Masala, Maria Laura Solinas ed Emanuela Tabasso, ha ottenuto una clamorosa sentenza a favore dei precari da parte del Tribunale di Sassari: “Una palese ingiustizia sulla valutazione economica e giuridica dei diversi contratti a tempo determinato stipulati negli anni scorsi con il ministero della Pubblica Istruzione”. Questo, in sintesi, il testo del dispositivo della sentenza emessa nei giorni scorsi dal GdL sassarese.
Il risultato? Il Miur adesso dovrà risarcire gli ottanta docenti, pagando loro gli arretrati spettanti e gli interessi maturati. Più in particolare: “Il Miur è stato condannato a corrispondere ai docenti le differenze maturate a titolo di progressione retributiva in base al contratto nazionale di lavoro, oltre agli interessi”.
Dopo la clamorosa e per certi versi auspicabile decisione del GdL, molta soddisfazione ha dimostrato l’ufficio legale del sindacato della Camusso. Su questo argomento, sin da subito, la Flc Cgil era stata molto decisa e ferma, tanto da rivolgersi ai vari Tribunali del Lavoro italiani con l’inoltro di parecchi ricorsi che riguardavano la discriminante tematica. Le motivazioni circa gli abbondanti ricorsi sono state dettate soprattutto dalla reiterata indifferenza dimostrata dallo stesso Miur.

Una condanna esemplare per la reiterata ‘sordità’ del Miur: agli 80 docenti spettano i giusti risarcimenti per i danni economici loro perpetrati

Secondo la Flc Cgil, sono stati perpetrati notevoli danni nei confronti dei lavoratori della scuola, con la presunzione di ‘discriminare’ alcuni lavoratori con un diverso trattamento economico, solo perché quest’ultimo si basava su una diversa stipula contrattuale. Insomma, la “sordità” del ministero, rappresentato oggi dalla ministra Valeria Fedeli, si è rivelato, alla fine, un vero e proprio boomerang di immagine e di affidabilità, l’ennesimo da qualche anno a questa parte.

Il dispositivo contenuto nella sentenza del GdL di Sassari a proposito dell’adeguamento dello stipendio e dell’anzianità di servizio dei ricorrenti

Nel dispositivo del giudice del lavoro, il magistrato Elena Meloni, si legge a chiare lettere: “Esiste il diritto della parte ricorrente al riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata durante la successione dei contratti a tempo determinato per i periodi effettivamente lavorati ai fini della attribuzione della medesima progressione dello stipendio prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai contratti nazionali di lavoro succedutisi nel tempo”. La decisione del magistrato, quindi, si fonda su due pilastri normativi: il diritto reale posseduto da un lavoratore e l’interpretazione oggettiva contenuta all’interno di alcune sentenze europee, le quali hanno confermato la palese ed evidente “discriminazione” nei confronti dei supplenti precari che non hanno ricevuto un trattamento equo rispetto agli altri lavoratori ‘di ruolo’.
Le dichiarazioni del Segretario provinciale della Flc Cgil di Sassari, Luigi Canalis, non lasciano dubbi e sono precise oltre che circostanziate: “Sentenze di questo tipo ristabiliscono il giusto riconoscimento per il lavoro prestato dai supplenti – afferma il sindacalista sassarese – e costituiscono un primo passo importante per invertire la tendenza, da troppi anni consolidata, a considerare il personale supplente alla stregua di dipendenti di serie B”.
Infine, ieri 5 maggio 2017, nei locali del salone Mastino della Cgil di Sassari, lo stesso Canalis e i legali hanno incontrato gli ottanta vincitori del ricorso per felicitarsi dell’ottimo risultato della sentenza. Oltre ai festeggiamenti si è fatto il punto della situazione circa le prossime mosse da intraprendere sulla prosecuzione della spinosa questione.
Fonte: La Nuova Sardegna