GB, dimissioni di Preside e vice: contrari a test e taglio dei fondi

Gran Bretagna, dimissioni di un Preside e del suo vice perché contrari ai test e ai tagli dei fondi destinati alle scuole britanniche
Gran Bretagna, dimissioni di un Preside e del suo vice perché contrari ai test e ai tagli dei fondi destinati alle scuole britanniche

Gran Bretagna: clamorose dimissioni di un Preside e del suo vice (coniugi) contro le scelte di politica scolastica promossa da Theresa May. A riportare la clamorosa notizia è stato il quotidiano nazionale “Il Corriere della sera” nell’edizione odierna del 7 maggio 2017. Da quello che si apprende, i motivi che hanno condotto i due professionisti della formazione a rassegnare le proprie dimissioni pare sia stata la protesta e il dissenso nei confronti del sistema scolastico ed educativo del paese. Quest’ultimo, infatti ha imposto alle scuole il potenziamento di alcune attività e discipline (lettura, scrittura e matematica) a discapito di altre; tutto questo per aumentare notevolmente i risultati dei test di valutazione che si effettuano regolarmente ogni anno. Per i due coniugi e responsabili dell’istituto non resta che lasciare, con rammarico, la presidenza della scuola: «l’unica strada etica percorribile è rimasta quella di dimettersi».

I due responsabili spiegano alle famiglie le motivazioni delle loro dimissioni: “E’ aumentato lo stress dei nostri allievi a causa dei test”

Secondo i coniugi Foggo, questo è il cognome della coppia, dopo 22 anni di lavoro nella scuola primaria ‘Church of England’ di Longparish, nell’Hampshire ‘non si può più andare avanti così’. Questa iniziativa è stata spiegata dai Foggo alle famiglie dei piccoli studenti attraverso l’invio di una lettera che illustra con chiarezza le motivazioni del loro estremo gesto di protesta.
Anche il ‘Guardian’ si è occupato della scottante questione, riportando a tal proposito il testo completo della missiva. Insomma, per i due insegnanti dimissionari rimanere ancorati alla spasmodica ricerca dei risultati migliori degli studenti in tenera età non fa altro che accrescere il loro stato di stress: “una ragione di stress, perché mettono i bambini alla prova a sette e undici anni creando uno stato di ansia, che nulla ha a che vedere con la gioia e il benessere che a parer loro dovrebbe essere inculcato a livello di scuola primaria”
Nella lettera indirizzata alle famiglie i due responsabili dell’istituto, precisano: “Avevamo cominciato la professione di insegnanti per instillare nei piccoli la creatività, l’entusiasmo per il sapere e la meraviglia, ma proprio queste cose sono state cancellate, lasciando meramente il riferimento a dati concreti e fatti. E la conseguenza che notiamo è l’aumento dello stress e dei problemi psicologici per i nostri allievi

Dimissioni necessarie: il taglio dei fondi alle scuole britanniche sono un errore a livello sociale ed educativo, “I bambini di dieci e undici anni come i topi in gara”

Ma non finisce qua, infatti, la seconda motivazione del gesto intrapreso dai due rappresentanti dell’istituzione scolastica in oggetto riguarderebbe anche il taglio continuo dei fondi alle scuole britanniche volute dal primo ministro Theresa May. In particolare, all’interno della lettera si legge testualmente: “Congelare i fondi, che in realtà significa tagliarli, ha lasciato i capi d’istituto di fronte a scelte spesso impossibili da assumere: il licenziamento dei componenti del corpo insegnante; il taglio delle materie; il taglio dei fondi da destinare ai bambini identificati con bisogni speciali, soldi necessari al potenziamento delle ore di sostegno e di studio”. E continuano: “Siamo convinti che non siano scelte, che vanno nell’interesse dello sviluppo educativo dei bambini e che certo non vadano assunte in un paese ricco come la Gran Bretagna”.
Se consideriamo l’idea di Theresa May che ha puntato sul potenziamento delle Grammar School, i due coniugi giudicano questa scelta troppo selettiva: “Gli istituti selettivi sono un errore a livello sociale ed educativo, perché mettono in competizione i bambini di dieci e undici anni come se fossero dei topi in gara”.
Fonte: “Corriere della Sera”