I docenti non riescono a tenere le classi

Docenti sempre più soli

I docenti non sanno tenere le classi. Questo il ‘leit motiv’ che domina le discussioni all’interno delle famiglie. In questo contesto appare forte l’influenza dei media che presentano la questione come colpa esclusiva dell’insegnante. Anche il Papa ha denunciato quella che oggi appare come una rottura del ‘patto educativo’ tra famiglia e scuola. E sono sempre di più i docenti che ogni anno si trovano in difficoltà a tenere le classi in una società globalizzata che non ha tempo per se e ‘parcheggia’ i ragazzi a scuola. La famiglia è diventata il cliente e la scuola è l’azienda che restituisce ai genitori degli individui pronti ad entrare nel mondo del lavoro. Ma lo sono realmente?

In quale direzione andiamo?

Altre due sono le domande che si pongono a questo punto. La prima è quella che mira a determinare se gli studenti odierni siano persone capaci di autolimitarsi, autodeterminarsi e dunque se sia possibile definirli individui autonomi. La seconda è quella che vuole capire se essi potranno poi muoversi liberamente nel mondo o se saranno per sempre dipendenti da qualcosa-qualcuno. Di certo si è verificata una frattura tra le diverse componenti, come detto anche dal Papa nel corso dell’evento “Scuole per la pace”.”….tutti devono essere al servizio del ragazzo o della ragazza perché cresca bene, ma se la famiglia tira da una parte, lo Stato dall’altra, la scuola dall’altra..”.

Formazione continua

Molti docenti sono stati reclutati per le loro conoscenze e non per la capacità di relazionarsi. Se manca l’empatia, l’assertività, la capacità di trasmettere, tenere la classe diventa una fatica enorme. E in tanti cadono nell’errore di credere a ciò che dicono i media su di loro, con ricadute devastanti sul grado di autostima. In questo non possono più contare su quella che si può definire come ‘istituzione famiglia’ che non restituisce più, come una volta, una educazione di base. Anzi, in molti casi sono proprio i genitori a chiedere aiuto alla scuola per correggere i ragazzi.

Una deriva di matrice neo-liberista

Purtroppo viviamo in una società che mostra disprezzo per la cultura; il consumo prima di tutto e soprattutto. Il tempo che si riduce, le relazioni interpersonali affidate ai social, banalizzano il rapporto con gli altri. Tutto questo è vissuto come una sconfitta per tutte quelle persone dotate di cultura che in questo modo si sentono emarginate dal sistema scolastico. Un rimedio univoco non esiste, a meno di non voler prendere in considerazione proprio ciò che ha detto il Papa. Tutti devono muoversi verso una unica soluzione condivisa, un nuovo punto di incontro in cui istituzioni scolastiche e famiglie ristabiliscono gli equilibri di partenza.