Valeria Fedeli a 'Il Corriere della Sera': 'Il segretario del partito deve essere anche il candidato premier'
La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha concesso un’intervista al noto quotidiano ‘Il Corriere della Sera’ dove ha parlato sia della situazione politica che sta attraversando il nostro Paese, sia (seppur marginalmente) delle proteste che stanno investendo il mondo della scuola.
In merito alle elezioni primarie del Partito Democratico, è stato chiesto alla ministra come mai, di fronte ad un Matteo Renzi vincitore delle primarie, il governo appare più debole.

Valeria Fedeli a ‘Il Corriere della Sera’: ‘Il segretario del partito deve essere anche il candidato premier’

‘Non è così – ha risposto il numero uno del Miur – Semmai si poteva essere preoccupati prima, quando c’era la campagna per le primarie con un concorrente, Orlando, che è ministro. Per questo facemmo un patto per tenere fuori il governo dalle primarie. Ora, dopo la vittoria di Renzi, il rapporto tra Pd ed esecutivo ne può trarre solo giovamento. Del resto, se ci pensa bene, tra i ministri, solo due, cioè io e la collega Finocchiaro, siamo nuovi. Tutti gli altri stavano già nel governo Renzi. Non ci sono queste frizioni di cui parlate. Io ho sempre pensato – ha proseguito Valeria Fedeli – che il segretario del partito debba essere il candidato premier. Anche oggi penso che la situazione ottimale sia che la stessa persona faccia il segretario e presidente del Consiglio. Solo che quando è stato premier Renzi non si è occupato del partito. Adesso ha l’occasione di farlo. Il partito va rafforzato con legami nuovi e più larghi possibili nella società, per rappresentarne le istanze nel Parlamento e nel governo, in un rapporto dialettico. È ciò che sta accadendo.’

Valeria Fedeli: ‘Le proteste sul rinnovo del contratto sono fondate. Test Invalsi? Gli studenti non sono preoccupati’

E’ stato chiesto anche un parere sulle proteste dei dirigenti scolastici che non vogliono essere valutati e un giudizio sulle resistenze che, ancora oggi, incontrano i Test Invalsi: ‘C’è una protesta che ha fondamento ed è quella sui contratti fermi da 8 anni – risponde così la ministra dell’istruzione – Non c’è invece una resistenza alla valutazione. Ho incontrato le associazioni degli studenti e la loro preoccupazione non riguarda Invalsi, quanto piuttosto il miglioramento dell’alternanza scuola-lavoro’.