Blue Whale, il gioco che uccide: avvisiamo i ragazzi, prevenire e cogliere i segnali
Blue Whale, il gioco che uccide: avvisiamo i ragazzi, prevenire e cogliere i segnali

La follia dei giochi online raggiunge l’apice con Blue Whale, il gioco che ha fatto suicidare già 157 ragazzi. Un servizio de Le Iene del 14 maggio 2017 ha sconvolto quanti lo hanno potuto vedere: ragazzi di età compresa fra i 9 e i 16 anni spinti al suicidio da un gioco assurdo, che attraverso prove sempre più estreme, pian piano li guida a buttarsi giù da un palazzo. Per certo il gioco è arrivato in Russia, Inghilterra, Brasile e altri paesi. E purtroppo, forse, anche in Italia. A farlo pensare il suicidio di un ragazzo di Livorno. Bisogna avvisare i ragazzi del pericolo che corrono, perché la regola fondamentale del gioco è non dire nulla ai genitori e agli altri. L’ideatore del gioco, un 22enne russo, è stato arrestato, ma il pericolo di emulazioni è altissimo. Volete sapere il suo commento? «Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi: un giorno capirete tutti e mi ringrazierete».

Scopriamo le regole di Blue Whale

Per 50 giorni i ragazzi che decidono di “giocare” a Blue whale, che letteralmente significa balena blu, devono seguire delle regole tipo:

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  • tagliarsi la mano e inviare la foto al curatore
  • alzarsi alle 4.20 del mattino e guardare video psichedelici
  • tagliarsi il braccio lungo la vena, non troppo in fondo. Fare tre tagli e inviare una foto al curatore
  • disegnarsi sul braccio una balena e inviare la foto al curatore
  • incidersi “yes” sulla gamba se si è pronti a essere una balena, se no bisogna punirsi con alcuni tagli…

Una regola per ogni giorno, 49 regole assurde che arrivano all’apice il 50imo giorno, col suicidio eseguito gettandosi da un palazzo alto della città (accuratamente filmato da qualcuno). Il tutto, non stranamente, prevede una “cura a base di films horror” quasi quotidiana. Un vero e proprio massacro psicologico.

Cogliere i segnali e prevenire

Cogliere i segnali di chi gioca a Blue Whale a quanto pare non è semplice: genitori e amici dei ragazzi coinvolti hanno affermato di non aver visto nulla di strano nel comportamento dei ragazzi, nemmeno il giorno del suicidio. Ma le regole prevedono balene blu da disegnare… per cui un segnale comune pare sia la presenza delle balene nei libri di scuola, sulla pelle, nei quaderni e nei diari. Anche le ferite sul corpo possono rappresentare un indizio. Il dialogo, in questi casi di tentato plagio mentale, risulta fondamentale. Parlare apertamente ai ragazzi in classe (gli insegnanti) e a casa (i genitori) potrebbe essere la prevenzione migliore. Illustrare in anticipo le conseguenze del gioco potrebbe evitare a molti di lasciarsi influenzare dall’ennesima follia contagiosa del nostro millennio.

Potete visualizzare il video de Le Iene a questo link.