NoiPa, cedolino stipendio maggio 2017: comunicato sulla pagina FB 'Costretti a filtrare alcuni interventi perché offensivi'
Il comunicato diffuso dal portale NoiPa in merito alla disponibilità del cedolino relativo allo stipendio di maggio a partire da domani, lunedì 22, ha generato una serie di proteste da parte degli utenti, molti dei quali hanno segnalato l’impossibilità di accedere al servizio: alcuni commenti sono stati particolarmente duri, a tal punto che sulla pagina Facebook ufficiale di NoiPa è stato pubblicato il seguente comunicato.

NoiPa, cedolino stipendio maggio 2017: comunicato sulla pagina FB ‘Costretti a filtrare alcuni interventi perché offensivi’

‘A seguito della notizia sulla pubblicazione del cedolino, siamo stati costretti a filtrare alcuni interventi perché offensivi; nessuna censura quindi, ma una moderazione finalizzata a rimuovere commenti non in linea con gli obiettivi della pagina. La pagina di NoiPA rappresenta un canale di prima informazione per tutti: chiunque ha diritto di esprimere la propria opinione ma con educazione, pertinenza e rispetto. È solo attraverso un dialogo costruttivo che possiamo accogliere tutti i suggerimenti.
Comprendiamo il vostro disagio, ma la nostra attività è finalizzata con assoluta priorità a garantire a tutti gli amministrati l’erogazione dello stipendio alla scadenza stabilita, anche se dovesse essere necessario ritardare la pubblicazione del cedolino.’

C’è chi ritiene che il comunicato sia ampiamente giustificato dalle offese e da alcune frasi ‘pesanti’ che sono state scritte nei commenti, c’è chi, invece, vuole fare una distinzione tra i grandissimi disagi che si incontrano nell’accesso al portale NoiPa e quelle che, invece, sono le responsabilità da attribuire per i ritardi nel pagamento degli stipendi. C’è chi si lamenta, invece, del fatto che prima i cedolini erano visibili già dal giorno 10 e chi risponde: ‘Non capisco che differenza c’è nel visualizzare il cedolino l’11 o il 22 quando l’accredito avviene sempre il 23. Se pensassimo a quei lavoratori che non vedono né il cedolino e né l’accredito forse cominceremmo a lamentarci di meno’.