Chiamata diretta, perché i sindacati di base portano avanti la loro guerra?
Chiamata diretta, perché i sindacati di base portano avanti la loro guerra?

I sindacati di base non si sono mai trovati d’accordo circa le regole sui criteri della chiamata diretta 2017 firmate dai sindacati confederali al Miur. Hanno dato vita ad una vera e propria lotta per spingere i collegi dei docenti a rifiutare di votare requisiti e criteri, lasciando al DS il compito di fare la proposta. E in molte scuole italiane, hanno ottenuto la loro vittoria. Sono diverse le segnalazioni, soprattutto in Sicilia, Toscana, Lazio e Sardegna (ma non solo), di istituti in cui il collegio docenti ha deciso di non seguire quanto detto nella bozza sulla chiamata per competenze firmata l’11 aprile scorso al Miur. Ma cosa accade se il collegio docenti non delibera? E per quale motivo i sindacati di base come Cobas e Unicobas si sono agguerriti così tanto?

Lotta ai criteri per la chiamata diretta: i motivi

Per comprendere il motivo per cui i sindacati di base stanno facendo la guerra alla chiamata diretta firmata da Miur e sindacati conferedali (firmatari dell’intesa), è sufficiente leggere quanto postato su Facebook da Paolo Latella: “…Mi rifiuto di decidere il futuro dei colleghi che con mille sacrifici hanno raggiunto livelli altissimi di professionalità. Proprio la professionalità, la cultura, l’intelligenza politica, la conoscenza e il rapporto con i giovani… dovete avere rispetto, RISPETTO degli insegnanti, degli intellettuali e garanti della libertà e della democrazia di questo Paese!” I sindacati di base vogliono che sia il DS ad assumersi questa responsabilità!

Quando il collegio non delibera i criteri

Quando il collegio dei docenti non delibera i criteri per la chiamata diretta, il dirigente potrà procedere per conto suo in modo autonomo. Ma bisogna anche ricordare che il parere del Collegio Docenti non è più vincolante, questione ribadita anche nella stessa legge 107. Ciò significa che la delibera sui criteri della chiamata diretta effettuata dal Collegio dei docenti, è solo “aria fritta”. A questo punto, che il dirigente proceda da solo.
Scuola, chiamata diretta 2017/18: sequenza operativa e tempistica, dopo il nuovo CCNI