Preside condannata per mobbing ai danni di un collaboratore scolastico

La vita del preside non è tutta rosa e fiori. Ma nemmeno può garantire impunità di comportamenti più o meno illegittimi. La notizia della condanna alle spese per una dirigente scolastica di un liceo artistico pistoiese, descritta da un articolo pubblicato dalla Nazione di Firenze di pochi giorni fa, riporta prepotentemente alla ribalta la questione del mobbing. Il quotidiano scrive di quanto decretato dalla Corte dei Conti in merito ad una causa persa dal Miur per atti vessatori condotti dalla preside in questione. Il risarcimento stabilito in favore del Miur che ha sostenuto le spese processuali costituisce un monito severo a chi pensa, preso da delirio di onnipotenza per la posizione assunta, di avere potere di vita e di morte dei suoi sottoposti.

I fatti contestati

La dirigente scolastica del liceo artistico Petrocchi di Pistoia era stata citata in giudizio per atti vessatori nei confronti di un collaboratore scolastico. La stessa li avrebbe messi in atto nel periodo in questione (dal 2007 al 2009), allo scopo di mobbizzare ed emarginare il collaboratore. In particolare, avrebbe cercato di escludere il dipendente della scuola dalla nomina di direttore dei servizi generali amministrativi dell’istituto. A questo scopo avrebbe convinto altri quattro collaboratori a presentare la domanda per lo stesso ruolo. Inoltre avrebbe continuato la condotta vessatoria escludendolo da un incontro per l’organizzazione di un evento nella scuola. Per non tacere delle note denigratorie apposte in calce ad un atto favorevole di superamento della prova.

La condanna della Corte dei Conti

In seguito all’esito della causa di I grado vinta dal collaboratore, il Miur ha citato in giudizio la preside presso la Corte dei Conti per danno erariale. I giudici hanno riconosciuto il diritto del ministero alla refusione delle spese processuali sostenute nella causa civile pari a 16mila euro totali: 6000 quelli stabiliti dal gdl nel 2012 e 10.000 quelli decretati dalla Corte d’Appello del 2014. Per la dirigente scolastica del Petrocchi di Pistoia si tratta dunque di un conto molto salato da pagare.
Fonte La Nazione