La manifestazione di protesta delle Gae Infanzia

Le 16mila docenti delle Gae infanzia sono stanche di aspettare una chiamata dal Miur per firmare l’agognato contratto a tempo indeterminato. Sballottate qua e là dalle dichiarazioni programmatiche dei vari partiti e di qualche onorevole in cerca di consensi, sono costrette a vivere ancora sulla propria pelle la condizione di estrema precarietà che si trascinano dietro da troppi anni. Per non far scemare l’attenzione sul doloroso problema che affligge la Gae infanzia, il prossimo 15 giugno si ritroveranno tutte davanti alle ore 10.00 a Viale Trastevere per protestare contro l’indifferenza del Miur.

L’appello

Appuntamento sotto la sede del Miur di Viale Trastevere a Roma il prossimo 15 giugno. L’evento è stato promosso dal Coordinamento Nazionale COMITATO NAZIONALE DOCENTI PRECARI TUTELA GAE INFANZIA. E questa volta dovranno aderire in tanti perché è il momento di alzare la voce contro chi è sordo alle sacrosante richieste dei docenti. Almeno 200 avvertono le promotrici, pena l’annullamento dell’evento. Questa assurda discriminazione deve cessare una volta per tutte!

Il permesso

A beneficio di quanti temono che il dirigente scolastico non conceda il giorno di permesso, il Comitato di Tutela allega nella relativa pagina facebook un utile link della Gilda di Venezia. I permessi retribuiti non sono una concessione bensì un diritto sancito dal CCNL. Ma la situazione che si è venuta a creare prescinde dal fatto che il permesso debba essere pagato. Anche gratis, scrivono, perché è in atto una guerra contro questo stato di precariato infinito.

La norma

Si tratta dell’art.15 comma 2 del CCNL scuola vigente, in cui si specifica che “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, vengono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”. Dunque niente scuse; il 15 tutti a Roma!