Scuola e G7 di Taormina: 'Ministra Valeria Fedeli non ha di meglio da fare che spendere soldi'

L’onorevole Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI, ha usato il pugno di ferro nei confronti della ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in merito al cosiddetto ‘YounG7’, ovvero il G7 delle Scuole, che si sta svolgendo a Catania, proprio nei giorni precedenti il G7 di Taormina (che si aprirà il 26 maggio).
Promosso dal Miur, l’incontro coinvolge le studentesse e gli studenti di 20 scuole secondarie di II grado provenienti da 18 Regioni italiane che si immedesimeranno nei rappresentanti dei 7 Paesi e nei membri della delegazione di rappresentanza della Ue, simulando le sedute di lavoro alle quali nei giorni successivi parteciperanno i capi di Stato e di Governo.

Ultime notizie scuola, mercoledì 24 maggio 2017: Cangemi ‘La ministra Fedeli non ha di meglio da fare che il gioco del G7’

L’onorevole Cangemi ha dichiarato: ‘Oggi inizia il “gioco del G7” organizzato a Catania dal MIUR.
La ministra dell’istruzione, infatti, non ha di meglio da fare che spendere soldi dei cittadini e tempo di docenti e studenti a organizzare un’ignobile manifestazione collaterale alla prossima riunione dei potenti della terra. Fino al 25 maggio studenti di ogni parte d’Italia saranno convogliati a Catania per recitare (senza ironia) una parodia del G7 chiamata “Young 7”, con tanto di simulazioni delle sedute dei capi di stato dell’oligarchia mondiale.
Un’iniziativa tanto più irritante se si pensa come in questi anni siano state tagliate ore preziose di materie come diritto, geografia, storia essenziali per comprendere il mondo e i suoi grandi problemi: al posto di strumenti culturali con cui esercitare il pensiero critico, la “buona scuola” offre alle giovani generazioni l’opportunità di partecipare a un reality show. Uno spettacolo grottesco ma pericoloso, che piega la scuola italiana a legittimare un vertice politico che non ha alcuna fonte di legittimità nel diritto internazionale e, meno che mai, nella coscienza dei popoli.
Siamo comunque convinti che le zelanti e costose iniziative della titolare del MIUR e dei suoi burocrati non raggiungeranno l’obiettivo di rendere familiare e accettabile il vertice dei padroni del mondo. L’esigenza di un mondo libero dalle oligarchie dominanti, che concentrano in pochissime mani poteri e risorse, continuerà a farsi strada, in particolare tra le giovani generazioni.’