Scuola: gli esiti della votazione su Rousseau

Sulla scuola il M5S ha chiamato gli iscritti a esprimere le preferenze su alcuni punti fondamentali del programma pentastellato. I quesiti proposti riguardavano i finanziamenti alle scuole paritarie, l’offerta formativa, la chiamata diretta, il bonus e l’Invalsi. Secondo l’articolo de Il Fatto Quotidiano, sono 150 i milioni che verrebbero spostati dal privato al pubblico. Il quesito circa il finanziamento alle scuole paritarie è stato il più votato con ben 19040 votanti: il 94% vuole riportare i soldi verso la scuola pubblica.

Ripensare la parità scolastica

Per smantellare la Buona Scuola si parte da vent’anni indietro, dalla legge Berlinguer. La parità non piace affatto ai votanti. Peggio dei tagli addirittura imposti dalla Gelmini. Questa legge va modificata. In questo senso si è espresso l’84% dei votanti. In questo modo gli iscritti hanno espresso la volontà di ritornare al passato. Serve una distinzione netta e precisa tra pubblico e privato. Il trasferimento di risorse si può fare senza toccare il segmento 0-6, settore dove lo Stato non riesce a garantire un servizio. E’ qui che si innesta la stima del Fatto Quotidiano che ipotizza un travaso di 150/200 milioni verso il settore pubblico.

Smantellare la Buona Scuola

Le idee sono molto chiare anche sulla questione delle classi pollaio, dove il 43% ha manifestato l’intenzione di eliminarle rispettando il tetto minimo di alunni per classe. Della Buona Scuola non piace nemmeno la chiamata diretta e il bonus ai docenti. Serve anche più formazione retribuita per i docenti e più tecnologia. Vanno rivisti anche i test invalsi, modificandoli profondamente e vanno ridotte le ore di alternanza scuola-lavoro. Su questi temi la partecipazione al voto si è aggirata intorno al 30%.

Linee guida

Abbiamo chiesto ai nostri elettori di darci un ordine di priorità, poi queste proposte dovranno essere strutturate: su tanti altri argomenti abbiamo già depositato emendamenti e proposte di legge, che saranno ripresi al momento della stesura del programma definitivo”, ha detto Silvia Chimienti.