Il Tar risponde a Matteo Renzi

Non si è fatta attendere la risposta del Tar alle piccate affermazioni di Renzi dopo la sentenza contraria alla nomina dei 5 direttori dei musei. Soltanto ieri l’ex premier aveva commentato caustico che l’errore non era stato provare a cambiare i musei ma non aver cambiato i Tar. E la risposta arriva, come scrive Il Fatto Quotidiano, da Fabio Mattei, il presidente dell’Associazione Nazionale magistrati amministrativi. Si tratta di una replica frontale a Renzi al quale il presidente dell’Anma ricorda quali sono i compiti della giustizia amministrativa.

La risposta

Il compito del Tar è quello di limitarsi, dietro l’impulso dei cittadini, a verificare che le leggi siano rispettate. E se le leggi non sono comprensibili non è certo colpa della giustizia amministrativa, la quale assolve solamente la funzione di esaminare quanto le regole siano state rispettate. “Se le leggi non piacciono vanno cambiate quelle, non i tar”, afferma Fabio Mattei. La difesa dell’operato dei giudici amministrativi è netta e precisa; respinte al mittente le accuse.

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Dentro la legge

I giudici entrano anche nel merito della legge in questione e lo fanno per bocca del segretario dell’Anma Luigi Cestaro. “I concorsi per definizione sono pubblici. Un concorso il cui colloquio avviene via skype con candidati collegati magari dall’Australia e senza possibilità di assistervi, com’è capitato ad alcuni candidati alla direzione dei musei, semplicemente non è un concorso. E’ una conversazione privata, senza alcuna garanzia sulla trasparenza della procedura”.

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Renzi ‘berlusconizzato’

Questa è l’opinione del M5S che esprime il concetto di un Renzi sempre più simile al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. I deputati della Commissione Affari Costituzionali affermano che “…è arrivata una non tanto velata intimidazione nei confronti di tutti gli organi giurisdizionali: l’ex premier ha fatto chiaramente capire che, se arrivano sentenze sgradite dal Governo e dalla maggioranza, bisogna cambiare i giudici e non i provvedimenti scritti male o incostituzionali, come quello bocciato dal Tar del Lazio, o come la riforma Boschi e l’Italicum“.