Studenti di Padova scommettevano sul computer della scuola

In una scuola di Padova il computer era usato per le scommesse da quattro studenti. Lo scrive in un articolo il Mattino di Padova riportando la notizia della sospensione comminata dal consiglio di classe a quattro ragazzi che frequentano le lezioni al Calvi, l’istituto tecnico commerciale della cittadina veneta. Questa ennesima bravata va ad allungare l’elenco delle note prese a scuola dai sedicenni scommettitori. Inevitabile ricorrere alla sospensione per quelli che potremmo definire come atti di menefreghismo in luogo pubblico.

La sanzione irrogata dal consiglio di classe

Dopo aver disturbato la classe con i loro comportamenti, essere usciti da scuola durante l’intervallo senza autorizzazione, rispondere maleducatamente agli insegnanti che li riprendevano, una definizione migliore si fa fatica a trovarla. L’adolescenza è un periodo difficile ma questo non può autorizzare ad usare il computer della scuola per scommettere sull’esito delle partite. Quando è troppo è troppo, ha pensato il consiglio di classe che all’unanimità ha preso la decisione si sospendere i quattro scommettitori abusivi.

Un giorno di sospensione

La vicepreside Monica Grigio ha spiegato che il provvedimento preso segue tutta una serie di ammonimenti ignorati dai ragazzi. Gli stessi ben conoscevano le conseguenze provocate dalla reiterazione di comportamenti scorretti. La data della sospensione è stata scelta in modo tale da non creare difficoltà dal punto di vista delle lezioni e del programma. Nel giorno stabilito non sono previsti compiti in classe o altre attività per le quali potrebbero trovarsi indietro. Inoltre dovranno anche fare dei compiti a casa e capire che atteggiamenti del genere non sono ammissibili a scuola.

Troppo poco

La sanzione presa in questo caso è fin troppo moderata per un atto di questo genere. La scuola in questo caso ha preferito forse non infierire puntando a deliberare un provvedimento educativo e formativo al tempo stesso. Il dubbio è che nella testa dei ragazzi possa formarsi la convinzione che in fondo, per un giorno, vale la pena di infrangere le regole.