Sblocco contratto scuola ultime notizie: 'Fedeli, vogliamo garanzie su aumenti stipendi'

In tema di rinnovo contrattuale, il sindacato Anief, attraverso il proprio presidente Marcello Pacifico, sottolinea come pur apprezzando la sensibilità della ministra Valeria Fedeli, non possono certo bastare gli 85 euro lordi medi (alla fine 56 euro netti in busta paga) promessi dall’accordo dello scorso 30 novembre tra il ministro Marianna Madia e le organizzazioni sindacali rappresentative.

Sblocco contratto scuola e aumento stipendi: ‘I lavoratori non hanno bisogno delle rassicurazioni di Valeria Fedeli’

‘Di cosa stiamo parlando in termini di soldi? Per uno stipendio medio di 1.500 euro significa 105 euro netti per 20 mesi di arretrati e poi da oggi a seguire. Ma non va solo salvaguardato il diritto a percepire l’indennità di vacanza contrattuale pari al 50% dell’inflazione: c’è anche da recuperare l’altra parte dell’aumento del costo della vita. Quindi il Governo deve mettere sul piatto 210 euro netti, pari a 320 euro lordi, che sono pari a quasi quattro volte rispetto alla cifra stanziata attraverso le ultime Leggi di Stabilità. Siamo così convinti del nostro ragionamento che stiamo cercando di convincere gli altri sindacati a non firmare questo contratto. Parallelamente abbiamo anche deciso di agire inviando dei modelli di diffida specifici, la cui presentazione dà molte più garanzie del contratto a perdere che il Governo ci vuole rifilare. Sul rinnovo contrattuale – ha sottolineato Pacifico – i lavoratori della scuola non hanno bisogno delle rassicurazioni del Ministro dell’Istruzione sui tempi celeri: dopo quasi dieci anni di attesa, quello che chiedono è solo un aumento utile almeno a coprire quell’inflazione che nel frattempo ha divorato le loro buste paga e di avvicinarsi agli standard stipendiali dei Paesi Ocse. Se si misura l’inflazione che è cresciuta in questi anni di blocco stipendiale si evince che l’inflazione è cresciuta di 14 punti percentuali: vorrebbe dire che dobbiamo avere sette punti di aumento in stipendio, mensili, da settembre 2015, ovvero dalla data stabilita dalla Corte Costituzionale.

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