Vademecum compiti per le vacanze: estate perfetta per alunni, genitori e docenti
Vademecum compiti per le vacanze: estate perfetta per alunni, genitori e docenti

Compiti per le vacanze fanno bene o sono una perdita di tempo?Ogni anno in tutte le class,i che siano di scuola primaria o di liceo, si rispolvera l’annosa questione e le opinioni in merito sono delle più disparate.

La realtà

Ultime ore in classe, un alunno giocherella con la matita riproducendo il ticchettio dell’orologio, nell’ansiosa attesa che i prossimi giri di lancette scorrano più velocemente e lo conducano all’agognata libertà della fine scuola. C’è chi, con lo sguardo oltre la finestra, sogna già la calda sabbia scottargli i piedi. C’è anche quello studente che sudando freddo prega che l’insegnante non assegni quei temuti e angoscianti “compiti per le vacanze”.

Compiti per le vacanze: sì o no?

In effetti in molti condividono l’opinione secondo cui le parole “compiti” e “vacanze” associate all’interno della stessa breve frase creino una dissonanza quasi insopportabile. Così la causa del NO ai compiti estivi diventa una vera e propria crociata con numerosissimi articoli, petizioni e followers. Per altri invece la sola idea che durante i mesi estivi i propri alunni bivacchino senza meta è un vero e proprio smacco agli obiettivi raggiunti con fatica durante il periodo scolastico. E così al via con pagine di espressioni matematiche, cataste di libri da leggere e recensire e simili. E voi come la pensate?

C’è chi dice No

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Se anche voi la pensate come Maurizio Parodi, il dirigente scolastico e pedagogo che ha lanciato la petizione “Basta compiti a casa. Sono inutili e dannosi”, sicuramente farete immensamente felici i vostri alunni. Probabilmente sarete anche gli “idoli” dei genitori che non sentiranno il peso di dover gestire il problema compiti anche durante le vacanze.

C’è chi dice Sì

Se invece la vostra opinione è che i compiti sono necessari, è probabile che vi sentirete d’accordo con le parole del professor Giorgio Israel. In un’intervista pubblicata su lastampa.it, alla domanda su cosa ne pensasse dei compiti per le vacanze, rispondeva così: “Penso che lasciare nell’ozio i ragazzi è sbagliato, soprattutto di questi tempi. Sono invasi dall’informatica, stanno tutto il tempo con il cellulare in mano. Se si eliminassero anche i compiti per le vacanze passerebbero tutta la giornata su Whatsapp. E poi leggono pochissimo”.
Come aiutare gli alunni a gestire i compiti per le vacanze senza che diventino un peso? Ecco alcuni consigli pratici

Vademecum compiti per le vacanze

1- Assegnate una quantità equilibrata di esercizi. Se anche altri docenti assegneranno dei compiti infatti, la mole di lavoro potrebbe diventare ingestibile. Questa l’opinione di una quattordicenne in merito: “Fare i compiti è diventato più difficile. Ogni anno ho più materie e gli insegnanti mi assegnano molte più cose da studiare. E poi ogni insegnante considera la sua materia più importante delle altre. È difficile trovare l’equilibrio e riuscire a fare tutto”.
2- Incoraggiate la lettura. Attenzione però a non costringere a leggere libri che, al posto di appassionare, allontanino gli studenti dalla letteratura come dice Daniel Pennac. Piuttosto permettete loro di fare una libera scelta su autori e temi. Evitate se possibile di chiedere di fare le solite recensioni. Ormai il web è saturo di siti internet che propongono recensioni già belle e pronte che spesso i ragazzi si limitano a scopiazzare senza in realtà aver letto nulla. Potreste proporre piuttosto di scrivere qualcosa ispirandosi ai luoghi o ai personaggi che li hanno appassionati.
3- Invitateli a esplorare lo spazio che li circonda. Perché non assegnare come compito quello di visitare un museo, un sito archeologico o un teatro?

Altre idee…

4 – Avvaletevi della tecnologia. Per ripassare le lingue straniere o la matematica invitate i vostri alunni a scaricare delle app su tablet o smartphone. O incoraggiateli a guardare dei film in lingua originale.
5 – Correggete i compiti a settembre. Molto spesso quando si torna a scuola i compiti non vengono corretti, questo dà l’impressione a quegli studenti che durante l’estate si sono impegnati, che il loro lavoro sia stato inutile.
6 – Ricordate che anche la vacanza in sé può rappresentare un momento di crescita per bambini e ragazzi di tutte le età. Perché citando Lord Chesterfield: “La conoscenza si acquisisce leggendo i libri; ma quello che è veramente necessario imparare, la conoscenza del mondo, si può acquisire soltanto leggendo gli uomini e studiando tutte le loro diverse edizioni.