Gratteri agli studenti: Fottiamoli!

Gratteri lancia il suo monito agli studenti per combattere il malaffare. Il Procuratore Capo della Procura di Catanzaro ha presentato il suo libro “L’inganno della Mafia” nella cornice degli studi Rai in Calabria. L’idea di scriverlo è nata quando sono stati visti ragazzini delle medie emulare gli attori delle fiction televisive che parlavano di mafia. Il rispetto degli insegnanti e lo studio a scuola sono le vere armi per contrastare la criminalità. Questo è il messaggio che Gratteri rivolge agli studenti:“Ragazzi studiate, fottiamoli”!

Il messaggio agli studenti

“Dovete studiare, comportarvi bene, essere educati. A 18 anni donare il sangue e andare a trovare gli anziani nelle strutture. Solo da voi può giungere il vero segnale di cambiamento della Calabria!” Questo messaggio assomiglia tanto all’appello di Gramsci che diceva ai ragazzi: “Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.”

Il ruolo degli insegnanti

La scuola può fare tantissimo per questo. Va però cambiata l’immagine che i ragazzi hanno dei professori “sfigati” che vanno in giro con l’auto vecchia o col bus perché non hanno soldi. Oggi gli insegnanti sono poco pagati e poco valorizzati mentre il loro ruolo è fondamentale. “I giovani vedono il ragazzetto con la macchina di grande cilindrata e lo considerano un mito. Al confronto l’insegnante appare un morto di fame” dice ancora il procuratore.

Restituire il rispetto ai docenti

Ciò che Gratteri intende dire ai ragazzi è quello di cominciare a mettere in discussione la realtà circostante. Non è vera una cosa solo perché si vede in tv o perché avere soldi è l’unica cosa che conta, indipendentemente dal mezzo. L’Italia è un Paese devastato dalla corruzione, da politici indagati, da mazzette che aprono le porte della malavita, un Paese che poteva essere un grande Paese, ma distrutto dalla mancanza di eticità e di morale. Il luogo giusto per ribaltare questa situazione è la scuola e i migliori amici che gli studenti possano avere in questo sono quegli stessi insegnanti che sono stati derisi.

Fonte: Huffington Post

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