Assegnazioni provvisorie: una trattativa molto difficile

E’ proseguito il dialogo sulle Assegnazioni Provvisorie tra il Miur e le OO.SS. che si sono incontrati il 5 e il 6 giugno. E non si prospetta di facile soluzione lo scioglimento del nodo delle assegnazioni provvisorie o meglio, della deroga al vincolo triennale. Le rispettive posizioni restano intransigenti. Gli uni, i sindacati confederali e quelli di base, non vogliono nessun blocco ai trasferimenti. Il ministero, come aveva detto lo stesso ministro Valeria Fedeli, intende proseguire sulla linea tracciata dalla legge 107 che prevede appunto il blocco triennale nella sede di prima assegnazione del docente neo immesso in ruolo.

La posizione del Miur

Il terreno di dialogo resta l’art.7 sulle assegnazioni provvisorie dei docenti. Il Miur non è intenzionato a concedere la deroga al vincolo triennale così come avvenuto grazie all’emendamento Puglisi dello scorso anno. Su questo punto da Viale Trastevere non emerge apertura alcuna ed altri vincoli restrittivi inerenti la legge 104 vanno profilandosi all’orizzonte. Il ministero aveva proposto negli incontri precedenti alle OO.SS. di consentire la precedenza per ottenere le assegnazioni provvisorie ai genitori dei figli con disabilità. A questa categoria di docenti sarebbe consentito di lavorare nella sede di assistenza del figlio.

No al blocco

Come già espresso sopra, i sindacati non hanno intenzione di mollare la presa. A dar loro ragione e manforte ci sono le numerose sentenze dei tribunali che hanno bocciato l’algoritmo ministeriale, riassegnando il neo immesso in ruolo nella sede più vicina alla sua residenza. Le parti torneranno a confrontarsi su questo argomento il prossimo martedì 15 giugno.

Una proposta

Riuscire a contemperare le esigenze dei neo immessi in ruolo con quelle dei precari storici rimasti nelle Gae significherebbe dare una svolta decisiva al nodo AP. Il senso della proposta fatta dall’Unicobas è proprio questo. Su un contingente totale di 68 mila unità, si destinerebbero le AP a 28 mila docenti, mentre la parte residua verrebbe riservata ai docenti residuali Gae per consentire la loro immissione in ruolo.

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