Scuola, bonus 500 euro e valutazione docenti: ecco il giudizio del ministro Bussetti

Vi abbiamo riportato, nei giorni scorsi, la notizia della riconferma, da parte della ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli, del bonus da 500 euro per la formazione e l’aggiornamento professionale dei docenti di ruolo. A questo proposito, il sindacato Anief ha espresso la propria soddisfazione per la decisione presa dai vertici del dicastero della riconferma della ‘card dei docenti’ anche per il prossimo anno scolastico 2017/2018.

Scuola, bonus 500 euro: Anief, ‘Ministra Fedeli, perché escludere ancora precari e personale ATA?’

Tuttavia, rimane tuttavia ancora da capire per quale motivo debbano continuare a essere tagliati fuori dalla formazione i docenti e gli educatori precari, con supplenza annuale o breve, quelli in aspettativa non retribuita e anche il personale Ata. Per assistenti e collaboratori scolastici si tratta, tra l’altro, dell’ennesima esclusione clamorosa, dopo quelle dalle assunzioni, perché con la Legge 107/15 sono stati approvati tre commi (il 12, il 58, e il 181) nei quali si parla di “previsione dell’obbligo di formazione in servizio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, rispetto alle specifiche competenze”. Il sindacato Anief su questo punto ha a suo tempo deciso di avviare un ricorso gratuito, perché tale esclusione non rispetta la direttiva UE 70/1999, introdotta in tutti i Paesi membri proprio per evitare diversità di trattamento tra i dipendenti.

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Anief: ‘Con questa dimenticanza il Governo riesce a risparmiare almeno 150 milioni di euro all’anno’

Il presidente dell’Anief-Cisal, Marcello Pacifico, ha dichiarato a questo proposito: “Certe decisioni ci lasciano basiti perché si sta attuando una norma, la formazione obbligatoria, cercando di risparmiare sulle fasce considerate, a torto, più deboli della scuola: da alcuni nostri calcoli, il Governo grazie a questa dimenticanza riesce a risparmiare almeno 150 milioni di euro annui. Non si può approvare in Parlamento un principio, quello della formazione, e poi applicarlo solo su una parte dei lavoratori. Rimaniamo convinti delle nostre ragioni e cercheremo di rappresentarle in tutte le sedi legali possibili”.