Tasse: all'Accademia delle belle arti di Brera stangata per extracomunitari
Tasse: all'Accademia delle belle arti di Brera stangata per extracomunitari

Quando si tratta di università è ovvio che l’argomento prima o poi verta sulle famigerate (e costose) tasse che un determinato ateneo chiede. Ebbene, gli studenti extracomunitari dell’Accademia delle belle arti di Brera hanno avuto una vera e propria stangata: si parla di pagamenti che vanno dai 600 ai 4000 euro. L’aumento è dato dal fatto che gli studenti in questione non hanno la possibilità di presentare l’Isee, ossia la certificazione di reddito e patrimonio, che è richiesto dal fisco nell’anno 2017. E’ scattata la rivolta.

Tasse troppo alte per gli studenti extracomunitari dell’università di Brera: organizzato un flashmob

Gli studenti extracomunitari dell’Accademia delle belle arti di Brera, hanno organizzato un flashmob per protestare contro le tasse eccessive che dovranno pagare all’università. Il vicedirettore dell’Ateneo Giuseppe Bonini ha dichiarato: ‘In chiave Accademia di Brera, una trentina di loro si è fotografata davanti alla statua di Napoleone con un cartello con frasi scritte come: ‘Brera non mandarmi via’ ‘.
L’obbligo dell’Isee a partire dal prossimo anno accademico è previsto dall’ultima legge di stabilità. Il problema è che il documento in questione non può essere presentato dagli studenti extracomunitari. Finora era stato possibile per loro loro portare in segreteria un documento visto e timbrato dall’ambasciata italiana del loro Paese d’origine, in pratica un normale certificato di reddito.
Tuttavia, a partire dal prossimo anno, si aggiungerà un’ulteriore aumento per tutti gli studenti, a partire dalla terza fascia in su. Le restanti due fasce (quelle economicamente più basse) non dovranno invece pagare nulla.

La petizione degli studenti

Gli studenti hanno preparato una petizione (firmata da circa 300 di loro), chiedendo che il nuovo regolamento previsto sia revocato. La maxi stangata nei loro confronti porterebbe costoro a pagare tasse salatissime di circa 4000 euro annui. Purtroppo, molti di questi ragazzi sono orfani, oppure provenienti da famiglie povere o con genitori separati.