Assenze e permessi Pubblici Dipendenti, news 9/6: cosa cambia
Assenze e permessi Pubblici Dipendenti, news 9/6: cosa cambia

A proposito delle assenze e permessi dei pubblici dipendenti, le maggiori novità contenute nella bozza di indirizzo predisposto dal ministero alla P.A. riguarderanno le modalità con cui esse verranno usufruite dai dipendenti pubblici. I permessi per le visite mediche, per le terapie e per gli esami clinici o diagnostici potranno essere usufruiti non più per tutta l’intera giornata ma per frazioni di ore. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali saranno le principali novità.

Assenze dei Pubblici Dipendenti: i permessi non più a ‘giornata’ ma ad ore

Nello specifico, sarà previsto un ‘tetto annuale’ di ore da poter fruire per tali permessi, senza nessuna decurtazione stipendiale e con la possibilità di frazionare in ore i permessi per motivi personali o familiari.
Fonti certe precisano che il ministero della Pubblica Amministrazione invierà, nei prossimi giorni, all’Aran (l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni italiane nella contrattazione collettiva nazionale) un atto di indirizzo che riguarda proprio i rinnovi contrattuali nella pubblica amministrazione.
La principale motivazione di questo cambio di rotta, pare sia rappresentato dalla volontà del ministero di eliminare gli attuali abusi sui permessi. Il predetto atto di indirizzo che il ministero alla P.A. ha predisposto  – da quello che si apprende direttamente dall’Agenzia di stampa AdnsKronos – dovrebbe essere costituita da 17 pagine. In realtà si tratterebbe di una prima bozza della direttiva, la quale prevede nuove misure attinenti alle risorse finanziare stanziate per i prossimi ed imminenti rinnovi contrattuali, nonché alle regole sui salari accessori e il welfare aziendale; la stessa direttiva conterrebbe anche le misure e le indicazioni specifiche riguardanti i lavoratori a tempo determinato che segue cronologicamente l’iter per ciò che attiene la recente approvazione della riforma sul pubblico impiego.

Assenze per terapie, visite, esami diagnostici o prestazioni/visite specialistiche

Dai contenuti riportati all’interno della bozza di cui sopra, in relazione ai permessi per le malattie, si scopre che ci sarà la possibilità di assentarsi dal posto di lavoro non più per l’intera giornata, come accade tutt’oggi, ma per frazioni di ore. Il lavoratore, pertanto, potrà chiedere il permesso per sottoporsi a visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici nell’arco di frazioni orarie.
Entrando nello specifico, tra le novità contenute negli indirizzi che l’Aran dovrà prendere in considerazione a proposito dei permessi e delle assenze rientreranno:

  • la previsione di un periodo di servizio minimo nell’arco della giornata, pari ad almeno la metà dell’orario e, salvi i casi di urgenza, adeguati periodi di preavviso;
  • la previsione che la giustificazione dell’assenza avvenga tramite un’attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura che ha svolto la visita o la prestazione, o trasmessa da questi ultimi all’amministrazione;
  • l’introduzione di un monte ore annuale per fruire dei permessi e al tempo stesso escluderli nel caso in cui siano fruiti ad ore nell’arco della giornata dalle decurtazioni economiche previste attualmente per i primi giorni di ogni periodo di assenza per malattia.
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Assenze per malattia, in caso di gravi patologie che richiedono terapie specifiche

L’attuale disciplina contrattuale esclude dal computo dei giorni di malattia le assenze per le patologie definite ‘gravi’, le quali prevedono terapie salvavita; fanno parte di questi particolari casi la chemioterapia o l’emodialisi. Con l’atto di indirizzo sopra descritto l’Aran dovrà ora prendere in considerazione, per il rinnovo contrattuale, l’inclusione dei giorni di assenza per tali terapie salvavita anche in day hospital.
Secondo quanto riportato dalle indiscrezioni giornalistihe, la stessa “Aran dovrà prendere in considerazione i medesimi casi precedentemente descritti anche se non coincidenti con i giorni di terapia e a condizione che si verifichino effetti che impediscano al dipendente di adempiere alle sue mansioni. La bozza prevede per la prima volta la negoziazione in previsione di un tetto massimo di giornate di assenza nell’arco di un anno”.

Nuova modalità per la fruizione di assenze e permessi su base oraria

Infine, una delle principali novità in discussione nel prossimo contratto delle P.A. è rappresentato dall’atto di indirizzo inviato dal Ministero della PA all’Aran, il quale prevede, tra l’altro, i seguenti permessi retribuiti per motivi personali o familiari:

  • l’introduzione della possibilità di fruizione ad ore. Scrive L’Aran, per convertire ad ore il monte di giornate fruibile nell’anno, dovrà attenersi a quanto già stabilito contrattualmente nei settori che già prevedono la fruizione ad ore;
  • la previsione di limitazioni alla fruizione nella stessa giornata, congiuntamente agli altri tipi di permessi fruibili ad ore, previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva e dei riposi compensativi fruiti ad ore;
  • limitazioni di fruizione frazionata, nell’arco della giornata lavorativa, con la previsione di un tetto pari ad almeno la metà dell’orario di lavoro che il lavoratore avrebbe dovuto osservare.

Scuolainforma, sin d’ora, si ripromette di seguire con aggiornamenti continui e puntuali la questione del rinnovo contrattuale della Pubblica Amministrazione.
Fonte: AdnKronos