Formazione docenti, piattaforma SOFIA: chiarimenti e nota Miur

La piattaforma SOFIA è stata creata per la formazione docenti e il Miur, dopo una prima nota emessa a maggio, su richiesta dei sindacati ne ha emessa un’altra il primo giugno per chiarire alcuni aspetti relativi al suo funzionamento e utilizzo. La seconda nota chiarisce che SOFIA “è uno strumento del piano triennale di formazione docenti 2016-2019 che facilita l’incontro tra la domanda e l’offerta formativa accreditata, mentre consente al docente di disporre di uno strumento per l’archiviazione delle esperienze di formazione/aggiornamento documentabili.”

Registrazione e attività su SOFIA, formazione docenti

Tra i chiarimenti presenti nella nota Miur in merito al funzionamento di SOFIA, troviamo i seguenti:

  • sarà possibile la registrazione e la documentazione delle attività già svolte o che siano ancora in corso al momento dell’attivazione della piattaforma sperimentale;

  • non è previsto un obbligo predeterminato di ore dedicate alla formazione, anche quando a realizzarle sia la stessa Amministrazione (anche se la normativa citata lascia spazio a contraddizioni, come specifica la FLC CGIL);

  • le attività formative verranno attestate secondo un modello standardizzato che sarà disponibile in piattaforma, da cui risulteranno sia la durata sia le caratteristiche dell’attività formativa

  • è previsto un giudizio di autovalutazione tramite un questionario di gradimento, anonimo e utilizzato a soli fini statistici e di ricerca;

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La questione dei dati personali su SOFIA

La FLC CGIL in merito all’accesso e l’utilizzo dei dati dei docenti da parte del Ministero e di eventuali terzi, aveva richiesto rassicurazioni, che però la nota fornisce solo in parte. Si richiama il Codice per la protezione dei dati personali sia in relazione al questionario di gradimento sia in generale, ma “non è tuttavia sufficiente a garantire che in futuro non verrà fatto diverso uso della piattaforma e delle informazioni in essa contenute ma soprattutto che un eventuale, futuro diniego al trattamento dei dati, non potrà comportare per il docente conseguenze negative di qualsivoglia natura.”

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Nota Miur 25134 del 1 giugno 2017