Scuola, docenti demotivati e studenti che non sanno l'italiano? 'Miur, parla come mangi!'
‘Il Fatto Quotidiano’ di oggi, venerdì 9 giugno, propone in prima pagina un interessante articolo firmato da Giovanni Pacchiano, quale commento al pensiero espresso dalla scrittrice Dacia Maraini sulla scuola italiana di oggi. C’è preoccupazione per le nuove generazioni, sempre più orientata verso il successo e il ‘guadagno facile’, con i ragazzi che vogliono diventare calciatori famosi e le ragazze che sognano di vincere un concorso di bellezza o far carriera nel cinema.
Ci preoccupiamo perché gli studenti sognano di diventare ricchi e famosi. E se ci preoccupassimo anche dei piani ministeriali? Si domanda Giovanni Pacchiano nel corso del suo editoriale.

Scuola, insegnanti demotivati e studenti che non sanno l’italiano? Miur, parla come mangi!

La firma de ‘Il Fatto Quotidiano’ scrive: ‘Ho intervistato, in questi ultimi cinque anni, per il settimanale Sette, cui collaboravo, un mucchio di insegnanti, e ho trovato che anche i migliori, i più impegnati, i più appassionati, quelli che non avevano abdicato al loro compito, erano affranti e delusi. Schiacciati da un’istituzione burocratizzata, dall’enorme tempo sprecato nella compilazione di infinite carte o in riunioni troppo spesso inutili, dallo specchietto delle allodole dell’informatizzazione vista come la panacea. Mentre intanto gli edifici scolastici cadono a pezzi e, riguardo agli stipendi bloccati da anni, parrebbe prospettarsi un aumento di 85 euro, lordi, al mese, o forse poco più. E magari se un insegnante fosse retribuito con ben altre cifre, missione o non missione, si sentirebbe più motivato.’
Giovanni Pacchiano, poi, lancia una frecciatina particolarmente velenosa al Miur, a proposito del fatto che ci si lamenti che i ragazzi non sappiano l’italiano: ‘Chi ha molto tempo e coraggio, legga le 87 pagine del “Piano per la formazione dei docenti 20162019”del Miur. È un piano senz’anima, un malloppo indigeribile, frutto del trionfo del pedagoghese e infarcito, come le uvette nel panettone, di anglicismi. Eccoli: startup, soft skills, Continuing Professional Development, feedback, team teaching, project-based learning, cooperative learning, peer teaching e peer tutoring, learning by doing, flipped classroom, peer observation, Bring Your Own Device, Open Educational Resources, social media policy, data literacy, making information literacy, job shadowing, cooperative teaching, life skills, empowerment, peer education, media literacy, social learning, best practice, networking, problem-solving, peer review, agency, leadership, governance, task force, workshop, panel, checklist, fall-out, open badges, focus group, repository, follow-up. E, per chiudere, un quartetto, non di archi, purtroppo, come coaching, tutoring, mentoring, counselling.

Giovanni Pacchiano conclude: viene voglia di dire a chi ha redatto il documento ‘Parla come mangi!’.
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