Scuole aperte anche d'estate: la Fedeli ci riprova

Il ministro Valeria Fedeli lavora al progetto per tenere le scuole aperte anche d’estate. L’annuncio è ripreso su un articolo pubblicato su La Stampa di Torino dove la ministra spiega che sono le famiglie a chiederlo. In questo senso i tecnici del ministero stanno lavorando ad una bozza già pronta che potrebbe essere presentata già a fine agosto. Per la Fedeli si tratta di un progetto ambizioso perché in passato è già fallito diverse volte.

I tentativi precedenti

Il vice presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Mario Rusconi è uno dei più convinti assertori di questa apertura estiva delle scuole. A La Stampa di Torino ricorda l’esistenza di una vecchia direttiva che risale al 1997. Da allora le scuole furono tenute aperte e all’interno vi lavorano bidelli, presidi e segreterie scolastiche. Ma la direttiva non fu mai riempita con contenuti validi, come rimarca Rusconi. Andrebbe rimodulato l’orario di servizio degli insegnanti e prevedere un impiego dei giovani precari. Falliti i tentativi successivi del 2013 con l’allora presidente del consiglio Monti che propose di chiudere solo per un mese, e del 2015 con Giuliano Poletti. Celebre la sua frase “tre mesi di ferie sono troppi“. Le critiche lo travolsero e non se ne fece più niente.

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Le reazioni

Lo scetticismo prevale nelle considerazioni circa il progetto della Fedeli nelle parole del segretario generale della Uil scuola Pino Turi che così si esprime su La Stampa:”Per noi quello che conta è tenere ben distinta l’assistenza dalla scuola vera e propria. Sono due funzioni distinte. Dal mio punto di vista la scuola non è un servizio assistenziale e sociale ma una funzione dello Stato molto precisa che attiene alla formazione degli studenti. La scuola forma i bambini, non li assiste. Se questo è il significato, pensare di tenere le scuole aperte tutto l’anno è una stupidaggine.” Tra le famiglie la preoccupazione è che le scuole diventino poi solo un parcheggio. Al riguardo si esprime Rosaria Danna, presidente dell’Age, associazione italiana genitori. La stessa spiega che è inutile tenerle aperte se poi ci devono pensare le associazioni ad affiancare gli studenti.