Mobilità scuola ultime notizie: 1 docente su 5 ha fatto domanda, la sede richiesta è un miraggio
La mobilità dei docenti italiani continua a essere una delle piaghe del sistema scolastico italiano: a confermarlo è stato il Ministero dell’Istruzione, che, nelle ultime ore, ha diffuso i risultati dei trasferimenti della scuola primaria e i dati complessivi delle domande presentate in tutti gli ordini scolastici. Sebbene l’organizzazione della mobilità sia tornata “ordinaria e su base volontaria”, spiegano da Viale Trastevere, “a livello nazionale quest’anno sono state presentate 139.583 richieste di mobilità”.

Mobilità scuola, 1 docente su 5 ha fatto domanda ma in pochi verranno soddisfatti

Un numero di richieste, quindi, altissimo, – ha spiegato in una comunicato ufficiale il sindacato Anief – perché significa che, per varie motivazioni, comunque, nel 2017 ha presentato richiesta di una nuova scuola un docente di ruolo ogni cinque. Uno dei principali motivi è l’aver assunto, con la riforma della Buona Scuola, decine di migliaia di docenti lontano dalla propria provincia di appartenenza. Anche quando i posti erano disponibili in sedi molto più vicine. Questi insegnanti, giustamente, chiedono ora di avvicinarsi. C’è poi il problema della correttezza delle operazioni: i parametri utilizzati dai tecnici del Miur per impostare l’algoritmo che regola i trasferimenti continuano a essere segreti. Mentre erano state promesse regole chiare e certe.

Anief: ‘Continuiamo a raccogliere lamentale per l’errata formulazione delle graduatorie interne d’istituto’

Il presidente dell’Anief-Cisal, Marcello Pacifico, a questo proposito, ha commentato: ‘Purtroppo, in pochi verranno soddisfatti perché la maggioranza degli insegnanti che ha espresso la volontà di cambiare scuola, per avvicinarsi a casa, è del Centro-Sud. Dove però il numero di abbandoni scolastici rimane altissimo, alcuni istituti addirittura chiudono e il numero di cattedre libere è ridotto ai minimi termini. Se si fosse dato ragione all’Anief – prosegue Pacifico – che da anni chiede un organico maggiorato proprio per le zone disagiate, ad alta presenza migratoria e con una bassa incidenza culturale del territorio, anche la mobilità ne avrebbe giovato. Uno degli aspetti inquietanti del sistema è anche quello della soprannumerarietà di tanti docenti, finiti loro malgrado negli ambiti territoriali: il nostro sindacato -ha concluso il presidente dell’Anief-Cisal – continua a raccogliere lamentele e richieste di impugnazione per l’errata formulazione delle graduatorie interne d’istituto. E le norme confuse, spesso illegittime, adottate dal Miur non hanno aiutato’.

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