Ricorsi pendenti e cambio della provincia

Ricordate la messe di sentenze brevi emesse dal Tar con le quali venivano rigettati tutti i ricorsi per l’inserimento in Gae degli abilitati? Ebbene, paradossalmente questa attività di respingimento si è rivelata una fortuna per i tanti docenti che desiderano cambiare la provincia di insegnamento in fase di aggiornamento delle graduatorie di istituto. Il decreto 374/2017 esprime infatti il divieto di cambio della provincia per chi si trova in Gae con riserva. Ma le situazioni che si sono venute a creare dopo quell’ondata di pronunciamenti sono diverse perché non tutti gli Usp hanno correttamente registrato le posizioni dei ricorrenti.

Il cammino della giustizia amministrativa

I ricorsi trattati dal Tar hanno seguito strade diverse in base soprattutto alle strategie messe in campo dai vari legali che hanno patrocinato le azioni collettive. Qualcuno di loro è proseguito in camera di consiglio per la determinazione della data di merito nella quale confermare l’inserimento in Gae. Ma l’inizio dei rigetti intervenuti con le sentenze brevi emesse dal Tar ha indotto molti avvocati a ritirare dal ruolo i ricorsi per non vanificare tutto l’iter volto al riconoscimento definitivo del diritto all’inserimento. E’ a questo punto che le posizioni dei ricorrenti si differenziano in quattro diversi rivoli; vediamo quali.

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I quattro casi

Chi si è visto respingere il ricorso non si trova in Gae e pertanto può cambiare la provincia. Chi ha un ricorso sospeso risulta tuttora nelle Gae e pertanto non può effettuare il cambio. Fin qui sarebbe tutto semplice, senonché adesso interviene il comportamento dei vari Atp a differenziare ulteriormente le posizioni. E’ possibile avere un inserimento con riserva non registrato dall’Atp di propria appartenenza: in questo caso, dato che formalmente non si risulta in Gae, si può fare il cambio della provincia. Ma è possibile anche il caso che l’Atp non abbia cancellato dalle Gae il ricorrente che si è visto rigettare il ricorso: il risultato finale comporta l’impossibilità perciò di procedere al cambio nonostante la sentenza breve negativa del Tar. Resta aperta ovviamente la strada del ricorso contro il divieto del cambio della provincia per chi si trova in Gae.