Bologna, bocciati al concorso per maestri: il parere dei pedagogisti
Bologna, bocciati al concorso per maestri: il parere dei pedagogisti

A Bologna si è svolto un concorso riservato ai futuri maestri, coloro che hanno l’arduo compito di istruire gli alunni di scuola dal punto di vista etico, culturale e morale. Eppure, molti sono stati i bocciati, coloro che non sono risultati idonei a questa professione. Ma perché i candidati in questione tentano concorsi seppur impreparati? Peccano di troppa sicurezza, oppure la colpa è delle università che non li preparano in maniera adeguata?

Bologna, sono 5000 i bocciati al concorso per maestri: cosa rispondono i pedagogisti?

Sono risultati essere 5000 i bocciati alle prove scritte del concorso per maestri svoltosi recentemente a Bologna. Alcuni pedagogisti accademici difendono a spada tratta le università affermando che la scarsa preparazione è solo colpa dei candidati. Il direttore del dipartimento di Scienze dell’educazione dell’università di Bologna Luigi Guerra, ha invece dichiarato: ‘Vogliamo capire chi si sia presentato a questi concorsi, dato che in Italia abbiamo una sacca di 30mila persone con il solo diploma di magistrale, che sono state ammesse con sentenza ai concorsi’.
Guerra ha continuato, affermando che i bocciati in questione non erano studenti del loro ateneo e che non bisogna sempre scaricare tutte le colpe sui candidati e sulle istituzioni formative, in quanto anche lo stesso ‘concorsone’ ha alcuni difetti. Esso, ha spiegato il direttore, risulta essere ‘ferraginoso‘ e poco efficiente a creare un’adeguata selezione di nuovi insegnanti.

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Le dichiarazioni di Barbieri e il punto di Guerra

Il professor Nicola Barbieri, docente di Storia dell’educazione, ha dichiarato che anche concorsi come quelli riguardanti la giurisprudenza hanno un alto numero di bocciati, ma non per questo bisogna mettere in discussione la serietà e la professionalità delle facoltà universitarie inerenti. Tornando a Guerra, quest’ultimo ammette che ci sia una scarsa preparazione grammaticale per quanto riguarda la formazione degli insegnanti. Tuttavia, gli stessi studenti, una volta iscritti ad una facoltà, si presentano già con tali carenze. Ciò significa che quando un docente deve correggere una tesi, deve in primis correggere l’italiano della tesi.
Fonte:
Repubblica.it