Il diploma Itp e la questione dell'abilitazione
Il diploma Itp e la questione dell'abilitazione

Sulla questione del diploma Itp e sul suo valore cosiddetto abilitante nei giorni scorsi sono state veicolate notizie fuorvianti da parte di chi non aveva capito il senso degli articoli pubblicati dai vari portali che si occupano di scuola. A dire il vero, a dare il là al tam tam mediatico sulla questione del valore abilitante del diploma Itp era stato un articolo apparso su Orizzonte Scuola in cui si scriveva dell’iniziativa condotta da un sindacato (il Saese) volta ad ottenere tale riconoscimento in base ad una direttiva europea. Il sindacato in questione si era reso protagonista anche di una petizione (la numero 0204/2016) inoltrata alla Commissione Europea. Pare dunque opportuno chiarire meglio come stanno le cose.

Il parere

A dire che il diploma Itp non è abilitante era stata per prima l’Avvocatura di Stato che rappresenta il Miur nei ricorsi proposti davanti ai tribunali italiani. In pratica si tratta dell’opinione della parte avversa. Vero è – afferma l’Avvocatura – che la Direttiva comunitaria 2013/55/UE nasce in attuazione del principio della libera circolazione di beni, persone, servizi e capitali. Ma questo non vuol dire che esistano i presupposti giuridici per l’applicazione della suddetta direttiva comunitaria relativamente alla richiesta di riconoscimento del valore abilitante, ai fini dell’insegnamento, del diploma di scuola secondaria superiore per ITP. Non si può infatti procedere al riconoscimento, in Italia, di titoli rilasciati dallo stesso Stato italiano. Come a dire insomma che non esiste un automatismo tra la possibilità di insegnare all’estero ed essere al tempo stesso abilitati in Italia. Per comprendere meglio la questione si dirà che è come se in un ricorso per l’inserimento nelle Gae si chiedesse di essere rappresentati dagli avvocati del Miur.

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La petizione

Il senso della petizione che ha inoltrato il Saese era quello di arrivare al riconoscimento del titolo mediante l’applicazione di una direttiva comunitaria. Nella risposta che la Commissione Europea ha dato lo scorso 30 novembre 2016 al Saese viene scritto che, se l’insegnante non è considerato abilitato in Italia, per insegnare in un altro paese membro della UE questi dovrà colmare le differenze sostanziali, e le autorità dello Stato membro dovranno proporre provvedimenti di compensazione. In nessun punto della risposta data dalla Commissione Europea è mai stato scritto che il diploma ITP non sia abilitante. In definitiva, non è vero che l’Europa abbia detto che il diploma ITP non è abilitante.

La tutela del diritto

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Il recente decreto di aggiornamento delle graduatorie di istituto n.374/2017 sarà impugnato davanti al Tar da numerose associazioni e sindacati. Se per davvero il diploma non dia il diritto all’inserimento nella II fascia, non sarebbero così numerose le azioni collettive proposte davanti al tribunale amministrativo. Tale diritto è stato infatti già riconosciuto in passato dalla giustizia amministrativa e semmai rimane in dubbio una ipotesi: quella cioè che il docente ITP abbia il diritto ad essere inserito nelle Gae. Su questo punto infatti non c’è un orientamento positivo da parte dei giudici amministrativi.