Docenti contro: il governo ha vinto!

Ad oggi i docenti sono sempre di più gli uni contro gli altri. In rete divampa la polemica tra neo assunti e residuali Gae dietro al balletto delle assegnazioni provvisorie. Una cattedra in un posto sperduto contesa come un tozzo di pane raffermo. Questo è uno spettacolo desolante e osceno messo in campo da un governo che non aveva nessuna intenzione di stabilizzare nessuno. Non c’è una lira bambole, arrangiatevi. Questo il messaggio che proviene dalle alte stanze di Camera e Senato.

Presi ciascuno separatamente, isolati dal contesto complessivo in cui versa l’istruzione, tutti i gruppi hanno ragione. E’ triste dover parlare di gruppi, fazioni, precari, contrastivi, abilitati, diplomati magistrali e laureati in scienza della formazione primaria. Ma è così che stanno oggi le cose e ciò che interessa ad una categoria è aria fritta per tutte le altre. Una categoria che ha il gravoso e importantissimo compito di formare le future generazioni, costretta alle promozioni anche quando la logica imporrebbe uno stop agli studenti impreparati, confinata nell’alveo eterno della precarietà in nome del risparmio di spesa pubblica. Detto fatto, esce la 107, il blocco triennale della mobilità per i neo assunti e subito si scatena la bagarre. I tribunali decretano come illegittime le nomine avvenute con l’algoritmo e i sindacati si buttano a pesce sui ricorsi andando contro le legittime aspirazioni di chi la domanda non l’ha presentata.

Potrebbe interessarti:  Concorso Straordinario, gli insegnanti di ruolo a pieno titolo possono partecipare?

Leggiamo di appelli diffusi qua e là da comitati, nastrini, associazioni, ciascuno recante le proprie istanze per arrivare all’agognato ruolo, possibilmente prima dell’età della pensione. Le Gae infanzia, storicamente penalizzate dall’azione di tutti i governi, stanche di aspettare da 17 anni si ritroveranno tutte quante il 15 giugno davanti al Miur. I Nastrini Rossi faranno i siti in davanti alle sedi regionali Rai. I docenti delle Gae che attendono ancora di essere chiamati in ruolo scrivono alla ministra (neologismo tanto caro alla Fedeli ma che non è vietato traspondere al più corretto genere maschile di ministro), la ringraziano per aver tenuto duro sulla chiusura alla possibilità di una deroga al blocco dei trasferimenti. Ognuno cura il suo interesse e poco importa, come nella peggiore tradizione italica, del destino degli altri.

Al governo si alternano individui sempre più incompetenti che quando hanno la possibilità di incrementare gli organici e riequilibrare le differenze regionali, anziché aumentare le cattedre completamente al sud lo distribuiscono a pioggia su tutto il territorio, aumentando i posti che resteranno vacanti al nord con conseguente ricorso alla chiamata per Mad su facebook da parte di assennati dirigenti scolastici con le mani nei capelli. Di questo passo ma nemmeno nell’anno millemila.