Sblocco contratto scuola e aumento stipendi ultime notizie: numeri da elemosina
Le ultime notizie sul rinnovo di contratto e sugli aumenti stipendiali per il personale scolastico sono quelle riportate dal quotidiano economico ‘Italia Oggi’: sarebbe di 45 euro lordi ovvero 25 euro netti, da distribuire tra stipendio tabellare e straordinario, in media, l’aumento finanziato dal Governo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego (scuola compresa), contratti congelati da oltre 8 anni.

Ultime notizie rinnovo contratto scuola, martedì 13 giugno: aumenti stipendi da elemosina

Numeri da vera e propria elemosina. Il Governo sarà chiamato a raddoppiare gli stanziamenti per riuscire almeno ad arrivare ai famosi 85 euro (sempre lordi) fissati dall’intesa dello scorso 30 novembre tra il ministro Madia e i sindacati, 85 euro che sono già considerati dal personale scolastico come una ‘presa in giro’.
Anche se, comunque, alla fine si riuscisse ad arrivare a quota 85, l’aumento netto in busta paga non supererebbe i 40 euro. Tra l’altro l’atto di indirizzo messo a punto dal ministro Madia, per avviare le procedure per il rinnovo dei contratti del personale della pubblica amministrazione, prevede che i 40 euro dovranno essere comprensivi anche del compenso accessorio. In buona sostanza, le risorse finanziarie a copertura dei 40 euro non saranno utilizzate esclusivamente per gli aumenti stipendiali. Quell’importo comprende, infatti, anche il lavoro straordinario e gli emolumenti collegati allo svolgimento di incarichi e funzioni. 
Non dimentichiamoci, inoltre, del considerevole numero di lavoratori della scuola che, a causa degli stipendi bassi (meno di 24mila euro annui), percepisce il credito di imposta di 80 euro previsto dalla legge. Tenendo presente questo aspetto, l’erogazione degli aumenti per alcuni soggetti potrebbe addirittura determinare una perdita salariale a causa della perdita del diritto al credito di imposta. Altro che presa in giro, molto ma molto di più. Il governo, comunque, avrebbe intenzione di intervenire per evitare che si produca questo effetto, ovvero consentire ai diretti interessati di conservare entrambi i benefici, sia gli 80 euro che gli aumenti (se così si possono chiamare…).