Sito internet della scuola, news 13/6: pochi spiccioli per le FS
Sito internet della scuola, news 13/6: pochi spiccioli per le FS

A proposito della gestione del sito della scuola – Un lavoro immane, pesante e carico di responsabilità quello della gestione del sito istituzionale di una scuola pubblica italiana. A scrivere a Scuolainforma è stato un docente, A. B., di una scuola secondaria di primo grado di Roma. Impegnato costantemente 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno nella gestione del sito ufficiale della sua scuola, lo stesso denuncia tutta la sua disapprovazione circa il compenso percepito per questa impegnativa funzione.

La lettera: «Chi gestisce il sito della scuola è un webmaster e non un semplice docente della funzione strumentale»

In questi mesi si è tanto detto a proposito della tematica relativa all’alternanza scuola – lavoro e tante sono state le polemiche di molti alunni e delle loro rispettive famiglie a proposito di alcuni casi di ‘sfruttamento’.
Ma, a quanto pare, anche per quanto concerne altri tipi di ‘prestazioni’ o servizi che vengono svolti con professionalità dai docenti ogni giorno all’interno delle tante istituzioni scolastiche, molto si potrebbe e dovrebbe raccontare.
Quello di cui vogliamo parlarvi oggi è appunto il caso di ‘sfruttamento’ istituzionalizzato a cui sono sottoposti molti docenti, facenti parte delle funzioni strumentali, ma che, di fatto, svolgono spesso compiti ed attività non compendiate nel decreto di nomina firmato ad inizio di ogni anno scolastico.
Parliamo dei docenti che si occupano della gestione del sito internet della scuola. Molti di questi docenti, infatti, dovrebbero limitarsi a pubblicare sul sito istituzionale delle scuole le circolari o gli avvisi, pubblicare i link di alcune aree didattiche importanti all’interno del sito, mettere a disposizione dei docenti informazioni utili per il loro aggiornamento professionale, informare quanto più possibile la comunità scolastica e non solo circa le iniziative didattiche ed extra didattiche della scuola e così via.

Un lavoro non riconosciuto: «Gestire un sito scolastico è come curare una persona»

Un lavoro, insomma, finalizzato a rendere trasparente tutto ciò che riguarda la scuola e le sue attività istituzionali. «In principio – racconta il docente A. B. – i miei compiti riguardavano poche cose: nella maggior parte delle volte il mio tempo da dedicare al sito si limitava solo ed esclusivamente agli orari di lavoro e solo poche volte dedicavo tempo nelle ore pomeridiane. Insomma, un lavoro facile, costante e di poco conto».
Spesso però le cose cambiano, così come sostiene il nostro lettore. I compiti per curare il sito scolastico sono notevolmente aumentati e sovente il docente incaricato ha acquisito sempre più il profilo di un vero e proprio ‘webmaster’. Questa figura, come sappiamo, è oggi una professione a tutti gli effetti; i webmaster gestiscono in maniera professionale blog, siti internet e interi portali non solo pubblicando comunicati stampa ma spesso realizzando mirabolanti pagine di contenuto totalmente personali.
Il docente che ci ha scritto, indispettito e assolutamente stizzito per il basso compenso che riceve in relazione alla mole di lavoro che svolge, ritiene assolutamente ingiusto ed iniquo gli introiti ricevuti alla fine dell’anno scolastico: «Quello che la scuola mi da non riesce neanche a coprire le spese per tenere acceso un computer». Pochi spiccioli insomma, legati peraltro al Fondo d’Istituto, così come avviene per i colleghi che svolgono le altre funzioni strumentali ma i quali – a detta del docente webmaster – spesso sono impegnati circa un decimo del tempo in meno e con molto meno stress e responsabilità.

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Come risolvere il problema? O si scorporano i compensi dal Fis o si esternalizza il servizio. “Basta beneficienza!”

Noi riteniamo invece che gestire un portale web o un sito istituzionale scolastico sia un lavoro a tutti gli effetti e pertanto i compensi per il lavoro prestato dai docenti dovrebbero essere commisurati a quelli dei prezzi di mercato. Un docente o un team di docenti, oggi, non potranno mai svolgere un servizio professionale congruo alla tipologia di istituzione e alla quantità di lavoro che c’è a monte.
Pertanto, riteniamo fondamentale che il delicato ruolo di webmaster dei siti scolastici debba essere prima di tutto riconosciuto dal Miur e successivamente pagato dalle scuole, non con il fondo d’istituto così come avviene adesso, ma con altri fondi (magari quelli di un progetto PON) oppure, in alternativa, sarà necessario ‘esternalizzare’ tale servizio a una ditta capace di occuparsi esclusivamente di questa necessaria e fondamentale funzione per la governance di ogni scuola.
Complimenti, infine, per la coraggiosa denuncia del professore A.B.; prendiamo a modello questo esempio e denunciamo quello che a scuola non va. Soprattutto pretendiamo come professionisti il riconoscimento di alcuni diritti che spesso sono del tutto negati, come quello che vi abbiamo raccontato.