Secondo Danilo Leva i tagli prodotti dalla Buona Scuola hanno colpito le regioni del sud; per tale ragione serve subito un ripensamento concreto
Secondo Danilo Leva i tagli prodotti dalla Buona Scuola hanno colpito le regioni del sud; per tale ragione serve subito un ripensamento concreto

Danilo Leva, noto esponente di Articolo 1 – Movimento Democratico & Progressista, ha interpellato ieri la ministra Valeria Fedeli sulla questione della Buona Scuola, la quale – a detta dello stesso Leva – starebbe ancor di più e in maniera definitiva accanendosi contro le regioni del sud Italia, con il taglio indiscriminato di un numero abbondante di cattedre. Secondo l’esponente politico di Mdp, complessivamente, le cattedre tagliate finora ammonterebbero a più di 1.200, soprattutto nelle regioni del sud d’Italia: Molise, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Alle dichiarazioni dell’esponente politico dell’Mdp fanno eco anche i pareri del tutto concordi di alcuni esponenti Dem di queste regioni, Michele Di Giglio e Massimiliano Scarabeo.

Le dichiarazioni di Danilo Leva a proposito della Buona Scuola: «Il taglio delle cattedre colpisce le regioni più fragili», si potrebbe arrivare persino al taglio di 30mila posti

«Il taglio colpisce le regioni più fragili – dichiara Danilo Leva – a fronte di un piano di assunzioni straordinarie che ha portato circa 30mila docenti ad entrare in ruolo anche a centinaia di chilometri da casa.
1200 cattedre tagliate in Molise, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia con effetti devastanti sul tempo pieno tagliato in media per il 68% delle classi e sul sostegno che ormai non è più garantito nelle scuole primarie (si potrebbe arrivare a perdere 30mila cattedre di sostegno in tutto il Sud).
Le diseguaglianze al Sud crescono insieme alla grave crisi economica che le ha colpite. La riforma rischia di determinare anche un’ulteriore perdita di risorse intellettuali necessarie alla scuola di queste regioni, con conseguenze pesanti per il diritto allo studio costituzionalmente garantito».

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Le proposte contenute nell’interpellanza di Danilo Leva alla ministra Fedeli: “Tempo pieno a scuola’, assegnazione provvisoria solo a chi non è rientrato a casa dalla mobilità e deroga sui posti di sostegno”

Prosegue il parlamentare Danilo Leva: «Per questo chiedo al ministro di chiarire se non ritenga necessario un ripensamento concreto rispetto ai tagli agli organici evidenziati che riporti la situazione a quella rintracciabile nell’anno scolastico appena concluso e se non sia necessario pensare a una riforma strutturale che porti al Sud, soprattutto nei quartieri difficili, il tempo pieno a scuola.
Chiedo inoltre, almeno in via provvisoria, di considerare per il prossimo anno che le assegnazioni provvisorie vadano garantite a chi non sarà rientrato nella propria provincia di residenza attraverso la mobilità. Infine chiedo di trasformare la maggior parte dei posti in deroga sul sostegno autorizzati in posti di diritto. La scuola al Sud – conclude Leva – non può diventare un’emergenza democratica».