Revisione della Buona Scuola: parola di Valeria Fedeli
Revisione della Buona Scuola: parola di Valeria Fedeli

La Buona Scuola in questi due ultimi anni ha provocato parecchi malcontenti un po’ dappertutto: a partire dal corpo docenti fino ad arrivare alla categoria dei Dirigenti Scolastici, ma anche le famiglie lamentano – a detta della stessa Fedeli – disagi per ciò che attiene alla loro rappresentatività nell’ambito scolastico. Questo oramai è talmente assodato e sotto gli occhi di tutti!

Le maggiori novità sulla revisione della Buona Scuola

Le maggiori novità che riguarderanno la revisione della Buona Scuola vengono anticipate direttamente dalla prima inquilina del Ministero alla Pubblica Istruzione. Riassumendo, la ministra sarebbe intenzionata a stravolgere l’intero impianto normativo, in particolare: la questione della mobilità con alcuni incentivi agli insegnanti coinvolti; l’aumento degli stipendi di tutto il personale della scuola; una revisione della normativa legata alla carta del docente, con l’ampliamento dei servizi e degli enti aderenti alla iniziativa in oggetto; la creazione di una piattaforma telematica per l’alternanza scuola/lavoro, utile a segnalare eventuali casi di abuso; un’indagine approfondita per capire cosa sia successo a proposito della bocciatura di quasi 11mila bambini della scuola primaria.
A proposito dell’attuale riforma scolastica la ministra Valeria Fedeli a margine della Festa di Radio Popolare ha ammesso quanto illustrato in precedenza: “La Legge 107, ha ‘un buco’, non ha messo mano alla scuola secondaria di primo grado”. Le novità sono pronte per partire. Scuolainforma nei giorni scorsi parlava quasi profeticamente, in un suo articolo opinionistico, di abrogazione della Buona Scuola ma a quanto pare si tratta più di una vera e propria revisione totale e strutturale.

L’obiettivo principale della Fedeli: “L’aumento degli stipendi del personale della scuola”

L’obbiettivo principale per la Fedeli sarebbe, a proposito di questo argomento, proprio l’aumento dello stipendio degli insegnanti: «Si devono saper accompagnare anche contrattualmente le innovazioni che si vogliono portare nella scuola. Dobbiamo ridare autorevolezza e riconoscimento economico a chi insegna perché è una delle professioni più importanti. La battaglia culturale e politica è quella di riconoscere economicamente il valore di questo mestiere. Solo così potremo avere l’architetto che sceglie di insegnare. Il 14 sarà il tema al tavolo con i sindacati: la differenza che c’è tra l’Italia e l’Europa è un punto fondamentale che va colmato».
Probabilmente queste affermazioni cercano di spegnere quei focolai accesi degli ultimi giorni dovuti alla delusione di molti insegnanti della scuola primaria dopo gli esiti della mobilità di giorno 12 giugno. Su questo problema la ministra dichiara: «Dobbiamo partire dal principio che per insegnare non posso avere il posto sotto casa. Quando facciamo i contratti perché non valutiamo cosa significa la mobilità, accompagnare le persone nelle realtà dove devono andare? L’idea degli incentivi per chi si deve spostare l’ho già messa sul tavolo di tutti i soggetti sindacali». Sarà, ma molti (quasi il 60%) sono rimasti ‘congelati’ al loro posto, nelle medesime condizioni dei deportati di un anno fa…. Purtroppo la verità è anche questa.

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Carta del docente: «Ad oggi solo il 40% ha usufruito del bonus. Bisognerebbe allargare il plafond dei musei che aderiscono all’iniziativa»

Ritornando sulla questione riguardante l’aggiustamento (ovvero la revisione) della Buona Scuola, la titolare del dicastero di Viale Trastevere si sofferma anche sulla tematica riguardante la famosa card per la formazione del docente: «Ad oggi oltre al fatto che solo il 40% ha usufruito del bonus, in molti musei a partire dalle ‘Scuderie del Quirinale’ non è possibile sfruttare i 500 euro per l’aggiornamento: “Ho detto al ministro Dario Franceschini che questa cosa va risolta: quando fai una scelta deve verificarne l’attuazione. Abbiamo posto il problema un mese fa. Va fatto un bilancio della card e lo faremo con le organizzazioni sindacali in sede negoziale: so che mi verrà posto il tema di un diverso uso». Un fatto di tutto rispetto ma pur sempre di secondo piano rispetto ai notevoli disagi a cui sono attualmente sottoposti molti docenti assunti nel 2015 e in attesa ancora di sapere dove l’algoritmo del Miur li assegnerà definitivamente.
L’ultima parte del suo intervento riguarda la scuola secondaria di primo grado (scuola media). «Un buco vero nella 107». Sono queste le parole utilizzate dalla ministra, senza fronzoli e con molta verità. Un suo pallino, dichiara Valeria Fedeli, ovvero iniziare seriamente a pensare ad un riassesto puntuale di alcuni importanti argomenti normativi contenuti nella Buona Scuola: il riordino dei cicli, le indicazioni nazionali, la questione della rappresentanza dei genitori. Insomma, la Fedeli pare abbia in mente un lucido cronoprogramma. Non sappiamo se corrisponde a quello dei tempi di questa legislatura ma le intenzioni serie pare ci siano davvero.

Gli auspici di Scuolainforma a proposito della riforma della Buona Scuola: “Speriamo che alle parole seguano i fatti”

Nella speranza che tutto questo non sia solo fumo negli occhi ma si concretizzi in realtà, la paura che si profila pare nasca dalla possibilità che queste affermazioni della ministra siano solo ‘parole rassicuranti’, in vista delle prossime elezioni regionali. Ci si auspica, infine, che alle parole seguano i fatti, quelli concreti e decisivi per la tranquillità di molti insegnanti.