Ecco come il Pd ha sbarrato l'accesso alle Gae dei diplomati magistrali

L’inserimento in Gae dei diplomati magistrali ante 2001/2002 è stato ostacolato dal governo sin da quando il Miur emanò il decreto di aggiornamento triennale numero 235/2014. Nella rubrica dedicata alla scuola, il Sole24ore pubblicava giovedì scorso un articolo dal titolo: Gae, è vietato l’inserimento infratriennale. Il riferimento è alla sentenza breve della III sezione bis nella quale, nelle more della decisione della questione da parte dell’Adunanza Plenaria, stabiliva che le spese di lite potessero essere compensate. I punti cardine del rigetto si fondano sulla tardiva impugnazione del decreto 235/2014 e di quello dell’originaria chiusura delle graduatorie (D.M. 16.03.2007).

Negati gli inserimenti infratriennali

Lo slittamento dell’aggiornamento triennale delle Gae fino a tutto l’anno scolastico 2019/2020 aveva un doppio scopo: impedire nuovi inserimenti a pettine e svuotare le Gae, consentendo al tempo stesso di smaltire anche le graduatorie di merito del concorso docenti 2016. Nella messe di respingimenti decretati dal Tar Lazio, con la sentenza 7 giugno 2017, numero 6678, veniva blindata a doppia mandata la porta d’accesso alle Graduatorie ad Esaurimento. In essa veniva specificato che a prescindere dal valore abilitante del titolo, non era ammessa la possibilità di accesso dei docenti nelle graduatorie a esaurimento nel corso dei tre anni di validità della stessa, per la specifica preclusione normativa prevista.

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Il disegno

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La ratio di una tale strategia messa in pratica dal Pd altro non può essere che quella di ritardare sine die gli inserimenti dei diplomati magistrali, in quanto l’orientamento già espresso dal Cds sin dalla famosa sentenza del 2014 parlava molto chiaramente. Sapevano benissimo che la giustizia amministrativa avrebbe confermato il loro diritto all’inserimento in Gae. Il Tar ha trovato nella misura dello slittamento una valida sponda per rigettare i ricorsi e così i contenziosi si sono protratti nel tempo. Ma al governo temono (o forse lo sanno già) che la Plenaria renderà giustizia ai docenti.

Recupero dei consensi

Non si spiegherebbero diversamente le aperture citate da Pittoni in in comunicato stampa diffuso ai vari portali della scuola. In breve il senatore parla di possibilità di graduare gli inserimenti. Di non minore importanza le dichiarazioni dell’On.Sgambato di poco tempo fa circa un piano per i docenti della scuola dell’infanzia e della primaria nel caso la Plenaria si esprimesse negativamente. Solo manovre per recuperare voti?