Sblocco contratto scuola e aumento stipendi ultime notizie: 'da ministra Fedeli soluzioni di facciata'

Il presidente nazionale dell’Anief e segretario confederale Cisal, Marcello Pacifico ha replicato alla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in merito alle dichiarazioni rilasciate alla festa di Radio Popolare (‘Dobbiamo ridare autorevolezza e riconoscimento economico a chi insegna perché è una delle professioni più importanti’).

Scuola, Anief: ‘Come si fa a dare autorevolezza e riconoscimento economico a chi insegna aumentandogli lo stipendio di 50 euro scarse?’

‘Come si fa a dare autorevolezza e riconoscimento economico a chi insegna nelle nostre scuole aumentandogli lo stipendio di 50 euro scarse dopo quasi dieci anni di blocco? Nel corso dello stop contrattuale degli ultimi anni la busta paga di un lavoratore della scuola ha perso terreno anche rispetto al costo della vita: per un recupero equo di questo gap, che ha fatto sprofondare gli stipendi di docenti, Ata e dirigenti scolastici ben al di sotto della media Ocse, servirebbero 105 euro di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, come ha stabilito la Corte Costituzionale. E altrettanti di vero e proprio aumento. Pensare di colmare quel divario con gli 85 euro lordi su cui c’è stato l’accordo a fine novembre, peraltro soltanto in parte già finanziati e quindi da assegnare solo dopo l’approvazione della legge di Bilancio di fine 2017, appare l’ennesima soluzione di facciata.

Bonus merito docenti: Pacifico ‘Non confondiamo il merito con gli aumenti stipendiali minimi utili, indispensabili’

A proposito del tanto discusso bonus premiale e della meritocrazia professionale, Pacifico affonda il colpo: ‘Al Miur forse dimenticano che i due terzi dei docenti nel 2016 non hanno percepito alcun incremento stipendiale, perché le loro performances professionali non sono state evidentemente considerate valide ai fini dell’assegnazione del bonus. Ancora una volta, il rischio è quello di confondere il merito con gli aumenti stipendiali minimi utili, indispensabili, per mantenere la busta paga almeno al livello dell’inflazione. Questi incrementi, i 210 euro, vanno assegnati prescindendo da tutto il resto. Poi, solo dopo, si può parlare di merito, un concetto sul quale non ci siamo mai schierati contro”, ha ribadito Pacifico.

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Pacifico a ministra Fedeli: ‘La riforma Renzi non è emendabile, si può solo cancellare’

“I buchi della Legge 107/2015 – ha concluso il sindacalista Anief-Cisal – sono diversi e relativi a più fronti: dall’alternanza scuola lavoro che rischia di diventare una forma di sfruttamento, alla scuola dell’infanzia, la cui riforma non ha risolto un bel nulla; dalla chiamata diretta, che ha collocato forzatamente e con errori macroscopici dell’algoritmo migliaia di docenti su posti lontani pur in presenza di cattedre vicino casa, alla mancata assunzione di intere categorie, a iniziare dagli Ata che sono stati esclusi pure dal potenziamento. E molti altri ancora. Dire che ci sono da fare solo accorgimenti su un ambito formativo significa non voler ammettere l’evidenza: la riforma Renzi non è emendabile, si può solo cancellare”.