Contratto scuola ultime notizie: 'Stipendi docenti, nessuno tocchi scatti anzianità'
In merito al prossimo rinnovo di contratto del comparto scuola, la Gilda degli Insegnanti ribadisce la propria posizione in merito agli aumenti stipendiali: naturalmente, si criticano i termini dell’accordo raggiunto tra Governo e sindacati il 30 novembre scorso per un incremento medio minimo di 85 euro lordi mensili.

Contratto scuola ultime notizie: Gilda ‘Stipendi insegnanti tra i più bassi nella Pubblica Amministrazione’

“A fronte di un aumento in busta paga che si prospetta irrisorio, appena 48 euro medi netti pro capite dopo 8 anni di mancato rinnovo contrattuale, sarebbe inaccettabile chiedere ai docenti ulteriori aumenti di carichi lavorativi – ha dichiarato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio – La perdita del potere di acquisto ammonta a circa 130 euro netti pro-capite, una cifra molto alta se si considera che gli stipendi degli insegnanti sono tra i più bassi del pubblico impiego. Come condizione minima – ha aggiunto Rino Di Meglio – chiediamo che la partita del contratto si chiuda senza altri danni, ovvero senza un peggioramento degli istituti contrattuali vigenti e senza modifiche alla struttura della retribuzione. ‘

Gilda: ‘Nessuno tocchi scatti anzianità, recuperiamo risorse sprecate dalla legge 107’

In altri termini, nessuno tocchi gli scatti di anzianità che rappresentano l´unica possibilità di incremento stipendiale per gli insegnanti. Ricordiamo che abbiamo già perso la progressione di carriera relativa al 2013 e che i neo assunti non godranno dello scatto intermedio. Per rimpinguare i fondi previsti per il rinnovo, durante la trattativa all´Aran chiederemo di destinare al rinnovo del contratto le risorse spesso sprecate della legge 107/2015, come quelle erogate per il bonus del merito.’
In conclusione, il coordinatore nazionale della Gilda ha ribadito come il contratto debba ‘servire concretamente a valorizzare la funzione docente e a tutelarla dall’eccesso di burocrazia e dagli impegni impropri che la soffocano, per permettere agli insegnanti di dedicarsi all’attività didattica’.