Cosenza, protesta all'Università della Calabria: le cause
Cosenza, protesta all'Università della Calabria: le cause

Si è verificata una protesta presso l’Università della Calabria a Cosenza. Tra le cause la presenza del ministro dell’interno Marco Minniti. A quest’ultimo hanno tentato di consegnare un foglio di via. Un foglio stilato da ricercatori, occupanti di case, disoccupati e studenti. La protesta è iniziata presso l’aula magna dell’Unical a cui hanno partecipato un centinaio di attivisti del Movimento cittadino.

Cosenza, la protesta di un docente precario dell’Università della Calabria

Appena il ministro si è insediato in aula per iniziare un seminario, un docente precario si è alzato, urlando: ‘Signor ministro, sono un docente precario e quest’oggi le ho portato un figlio di via, scritto da docenti, precari, disoccupati, ricercatori, studenti, occupanti di case di questa città!’. L’uomo è in seguito stato allontanato. Il docente è stato in un secondo momento intervistato dallo staff del Fatto quotidiano. L’uomo ha effettivamente dichiarato di aver provato a consegnare un foglio di via al ministro Minniti, ma ciò che ha avuto sono stati strattonamenti, con tanto di cacciata dall’aula magna.
Il docente ha riferito che probabilmente la verità è scomoda e fa male sentirla, ecco perché è stato trattato in quel modo, lamentandosi di come gli appartenenti al Partito Democratico siano soliti ‘tacitare’ ogni forma di resistenza. L’uomo ha cercato di protestare contro il ddl sicurezza, colpevole, secondo il protagonista di questa vicenda, di andare contro i poveri e le fasce deboli delle città.

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Cosenza, un ddl contro la libertà d’espressione

Il docente precario cacciato dall’aula magna dell’Unical ha poi affermato che il ‘decoro’ e la ‘legalità’ come intese da tale decreto, non farebbero altro che limitare la libertà di manifestazione, di distanza e di espressione. Un ddl, ha aggiunto, che va inoltre contro i diritti dei migranti che fuggono dalla fame e dalla guerra dei loro paesi, per trovare in Italia ed in Europa un futuro migliore.
Fonte:
Il Fatto Quotidiano