Dieci indagati all'Università di Cassino: cosa è successo?
Dieci indagati all'Università di Cassino: cosa è successo?

Sarebbero 10 gli indagati presso l’Università di Cassino, verso cui è stato chiesto un provvedimento cautelare riguardante la sospensione delle funzioni. Eppure, le indagini da parte della Guardia di Finanza sul presunto maxi buco all’interno dell’ateneo del Sud Pontino, rischia di essere un vero e proprio equivoco.

Università di Cassino: 10 indagati, le indagini della Guardia di Finanza

Ci sarebbe un buco da 40 milioni di euro all’interno dei conti dell’Università di Cassino. Gli indagati sono a momento 10 e le indagini sono coordinate dalla Guardia di Finanza. L’informativa della GdF è stata consegnata al procuratore Maria Marra dal colonnello Massimiliano Fortino. Tale documento ricostruisce nei minimi dettagli ogni passaggio del maxi buco, scoperto l’anno scorso all’interno della realtà universitaria del Cassinate. Il buco sarebbe stato occultato dai diretti interessati, fino a quando è stato possibile. Alla fine però, l’Inps ha (giustamente) reclamato 31 milioni di euro più altri nove tra sanzioni ed interessi ed il tutto è venuto inesorabilmente a galla.

Università di Cassino: chi ha beneficiato del maxi buco?

Il vero paradosso di tale inchiesta è il fatto che nessuno si sia arricchito. In pratica, il cosiddetto buco altri non sarebbe che un debito, poiché nessuno avrebbe beneficiato di tale mancanza. L’equivoco nascerebbe dal bisogno iniziale di costruire la cittadella universitaria che adesso sorge in località Folcara. La struttura in questione ospita al momento alcune palestre e numerosi alloggi per i giovani provenienti da tutto il mondo.
I soldi per la costruzione sarebbero usciti dai versamenti dei contributi Inps, senza banche e senza interessi. Fatto sta che nessuno del personale universitario avrebbe preso alcun soldo per tornaconti personali. Nel momento in cui c’era disponibilità economica, non veniva detto nulla all’Inps e si pagava di conseguenza in ritardo. Pagamenti certo non  puntuali (e su questo si potrebbe discutere) ma che avvenivano dopotutto.

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Università di Cassino: le indagini su Betta

Si sono svolte anche delle indagini sul magnifico rettore dell’università di Cassino, Giovanni Betta. Nei suoi confronti non è stata espletata alcuna misura interdittiva. Tuttavia, gli investigatori hanno rivelato una condotta segnalata prontamente al pubblico ministero. A questo punto dovrà essere il magistrato a valutare la posizione di Betta. Secondo la Guarda di Finanza, il rettore sarebbe stato a conoscenza del buco a partire da Settembre 2016.
Ad Ottobre dello stesso anno risultano firme da parte sua su diversi atti, tramite cui viene avviato un procedimento per congelare sanzioni ed interessi. Betta ha richiesto la certificazione dei 31 milioni richiesti dall’Inps, impegnandosi a pagare le rate opportune. Un paio di mesi dopo, il professor Betta ha autorizzato il pagamento della prima rata. Tuttavia, alcuni punti non tornano: come mai risulta, che il rettore abbia tenuto nascosto il maxi debito al Consiglio d’Amministrazione? Le indagini proseguono.
Fonte:
Alessioporcu.it