Cambio provincia

Le graduatorie di istituto e le problematiche relativamente alla scelta della provincia stanno creando più di un grattacapo ai docenti. In particolare stanno riscontrando difficoltà i docenti che hanno ottenuto gli inserimenti con riserva in Gae con le cautelari. Il decreto numero 374 parla chiaro e non consente di cambiare la provincia per le graduatorie di istituto se contemporaneamente si è presenti anche in quelle ad esaurimento. Al riguardo si segnalano i casi di segreterie scolastiche che non possono inserire in II fascia gli aspiranti destinatari di tali provvedimenti. Il sistema restituisce il messaggio che a causa di un ricorso pendente non è possibile inserire l’aspirante.

L’indicazione proveniente dal Miur

La Faq numero del Miur dello scorso 14 giugno 2017 ha fornito una precisazione in grado di dare una indicazione per la scelta della provincia. “Coloro che sono iscritti in GaE con riserva e non hanno sedi in prima fascia delle graduatorie di istituto, potranno scegliere le sedi per la seconda o terza fascia in qualsiasi provincia, anche diversa da quella delle Gae, ma non compariranno in prima fascia in nessuna scuola neanche se verrà sciolta la riserva in GaE.” Ricapitolando, se non si figura nella II o II fascia si potranno scegliere le scuole anche in una provincia diversa da quella per la quale si è avuta la riserva in Gae.

Potrebbe interessarti:  Ultima ora: sfuma emendamento alla camera sul riservato per i docenti precari con 36 mesi

Cambio provincia

In questo caso sarà effettuata una nuova inclusione nella II fascia delle graduatorie di istituto. Si potrà scegliere la provincia ma non si risulterà inseriti nella I fascia equivalente alle Gae, sempre che l’ufficio provinciale non abbia provveduto nel precedente triennio all’inserimento nelle graduatorie di istituto. Solo in quest’ultimo caso le scuole non potranno essere diverse da quelle indicate dall’ufficio provinciale che ha effettuato il vecchio inserimento. Questo vale sia per la seconda che per la terza fascia. Concludiamo ricordando che in caso di errori commessi di cui ci si accorge solo dopo il 24, la scuola capofila potrà provvedere alle correzioni necessarie come disposto dall’art. 9 comma 7 del decreto. Basta chiamarle per fissare un appuntamento.