La gaffe del giornalista sugli insegnanti

Vi ricordate la gaffe del celebre Mike Bongiorno commessa nei riguardi di una concorrente in un quiz televisivo di tanti anni fa? “Ahi ahi ahi Signora Longari, mi è caduta sul pisello!“, gaffe che lo rese popolarissimo. Ed ecco che a distanza di tanto tempo arriva un giornalista a spodestare di prepotenza dal trono dei gaffeurs il celebre e amatissimo Mike nazionale. Indizio: si tratta di un giornalista, autore tv, conduttore e scrittore che dal suo profilo facebook ha dato dei somari e dei privilegiati agli insegnanti che godono di quattro mesi di ferie all’anno.

La gaffe

Attratti dal post scritto su facebook in molti sono entrati nel sito del giornalista che, nel contesto degli errori commessi dal Miur sul suo sito e sugli errori contenuti nelle tracce (battere invece di batterio, IBAN invece che ISDN) si soffermava sulla reale natura di tali errori negando che fossero il frutto di un semplice errore burocratico come si può leggere qui. Proseguendo nella sua invettiva contro la diffusa ignoranza che affligge il nostro paese, esprimeva la sua convinzione sullo scarso livello di preparazione dei docenti italiani. Nell’immagine in didascalia campeggia il titolo dato al suo pezzo “insegnanti più ciucci“.

Luoghi comuni

Il livello della stampa italiana è il peggiore in assoluto di tutta l’Europa. Esso rispecchia la deriva neo liberista avviata sin dal lontano 1975 con l’avvento delle tv commerciali di Berlusconi. Il presto e subito, la voglia di consumismo e la fretta di bollare un fatto, un avvenimento, una persona, sono dilagati in Italia fino a divenire realtà consolidata. Il falso, il desiderio di scoop, di scandalismo da quattro soldi, l’ignoranza più nera hanno catturato generazioni intere e la stampa nazionale non ne è rimasta immune, inclusa la pratica del clickbating. Essere iscritti all’albo dei giornalisti non significa gettare fango su una categoria altamente qualificata come quella dei docenti italiani formatisi con costosissimi e durissimi corsi Tfa e Pas. Affermare che godano di quattro mesi di ferie all’anno è sintomo di superficialità e mancanza di conoscenza della materia. La gente si beve queste fake news e improvvisamente gli insegnanti sono messi alla gogna.

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32 giorni di ferie soltanto

I docenti godono delle ferie come tutti gli altri dipendenti dello Stato; per legge di 32 giorni di ferie annuali cui vanno aggiunti i 4 giorni di festività soppresse. Oltre alle ore di lezione frontali, come ha spiegato molto bene il Prof. Mario Brucola, ci sono due ore di programmazione settimanale che portano il totale a 24 ore settimanali. Il lavoro che svolgono prevede un impegno che va oltre quello fatto in classe. Basta citare le 40 ore annuali per i collegi docenti, i consigli di classe, la preparazione delle lezioni, la correzione dei compiti, l’aggiornamento professionale con la partecipazione ai seminari (resa obbligatoria dalla legge 107/2015). A ttuto questo va aggiunto il lavoro di giugno con gli scrutini e gli esami che finiscono a luglio inoltrato. Ciò dimostra che chi si ostina a dire che i docenti hanno 4 mesi di ferie afferma una bugia gratuita, colossale, priva di alcun fondamento giuridico reale.