Scuola, assunzioni 2017/8: 'Miur continua a prendersela con i docenti dell'infanzia e primaria'

Sembra che il Ministero dell’Istruzione ci stia prendendo gusto a prendersela con i maestri della scuola dell’infanzia e primaria. La denuncia, questa volta, arriva dall’Anief che sottolinea l’estrema scarsità di posti che verranno messi a disposizione per le nuove assunzioni relative all’anno scolastico 2017/2018: sono talmente pochi che solo un vincitore su 10 del concorso 2016 potrà essere assunto. Se consideriamo che lo scorso anno non vi fu nemmeno un’assunzione in quanto la selezione era ancora in alto mare, siamo arrivati al ridicolo.

Scuola, ultime notizie lunedì 26 giugno 2017: Anief ‘Miur continua a prendersela con maestri infanzia e primaria’

Il fatto che nel 2018 sarà già vicina la scadenza di validità delle graduatorie e Anief, a questo proposito, ha già annunciato ricorsi atti a prolungare l’arco temporale nel quale sarà possibile immettere in ruolo chi ha dimostrato di possedere le competenze giuste per fare l’insegnante nella scuola pubblica. Anche perché nei prossimi anni entrerà in vigore il rinnovato percorso selettivo-formativo derivante dalla Legge 107/15 che porterà in cattedra i nuovi docenti a titolo definitivo non prima del 2022. Così a coprire quei posti saranno ancora una volta i supplenti.

Potrebbe interessarti:  Comitato idonei infanzia, primaria e secondaria concorso 2016: "Ruolo per gli idonei"

Anief, Pacifico: ‘Chi amministra la scuola pubblica ha combinato un altro pasticcio’

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico: ‘Ora veniamo a sapere che saranno pochi i docenti a essere immessi in ruolo da concorso, perché i posti rimasti liberi non sono stati messi da parte e risultano insufficienti. Siccome serviranno diversi anni per vedere immessi in ruolo vincitori e idonei, non si comprende perché il tetto dei tre anni dalla stipula della graduatoria debba ancora rimanere in vita. La verità è che chi amministra la scuola pubblica ha combinato un altro pasticcio: se non si corre al più presto ai ripari, con un provvedimento ad hoc che estende i tre anni di validità delle graduatorie, l’errore potrà ancora una volta essere superato solo in tribunale.’