Ricorso Tfa Sostegno: svolta in Consiglio di Stato

La vicenda del Tfa Sostegno 3° ciclo ha avuto una coda nelle aule giudiziarie. Il Tar aveva respinto un ricorso per l’ammissione al Tfa Sostegno in data 1 dicembre 2016. I ricorrenti hanno proposto appello davanti al Consiglio di Stato contro il rigetto del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. I giudici di Palazzo Spada, come nel decreto allegato in fondo al presente articolo, ribaltavano l’orientamento in primo grado accogliendo l’appello promosso dagli avvocati Ciro Santonicola e Antonio Salerno.

Appello fondato

La vittoria ottenuta in sede cautelare da la possibilità ai docenti non abilitati della terza fascia di accedere al percorso finalizzato al conseguimento della specializzazione per le attività didattiche di sostegno. I giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto fondato il ricorso sia per la presenza del “fumus boni iuris” che per il “periculum in mora”. Per questi motivi hanno disposto la discussione in Camera di Consiglio per il prossimo 21 settembre 2017. La decisione in questione è stata adottata in data 22 giugno 2017. In questo modo i ricorrenti potranno partecipare al prossimo reclutamento dei docenti con le procedure previste dal transitorio per i docenti abilitati.

Il comunicato stampa

Il legale Ciro Santonicola, unitamente al collega Antonio Salerno, noto Cassazionista del foro di Salerno, coautore del ricorso, ottiene l’ammissione alle selezioni T.F.A. sostegno in favore di docenti non abilitati all’insegnamento.

L’ammissione alle prove di accesso ed ai relativi percorsi era riservata, per il M.I.U.R., ai soli candidati in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento, riferita al grado di scuola sul quale si intendeva conseguire la specializzazione, non consentendosi la partecipazione in favore di quanti, come i ricorrenti, pur avendo stipulato contratti validati dal M.I.U.R., regolarmente sottoscritti dalle singole istituzioni Scolastiche, quali insegnanti di sostegno, in sostanza specializzati sul campo (o, comunque, ritenuti idonei all’atto del conferimento d’incarico su sostegno) si vedevano preclusa la possibilità di acquisire una formale specializzazione accademica.

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Le argomentazioni dei legali hanno centrato nel segno. La parte istante, patrocinata dallo studio Santonicola/Salerno, è rappresentata da una categoria omogenea di insegnanti precari, non abilitati all’insegnamento, in possesso di titoli di studio validi per l’accesso alla docenza sulla disciplina curriculare, che presta o ha prestato servizio su posti di sostegno, per uno specifico ordine e grado di istruzione (infanzia, primaria, secondaria di I e di II grado) senza possedere alcun titolo di specializzazione.

Parliamo di insegnanti destinatari di nomine a tempo determinato i quali, seppure in assenza di una formale qualifica di idoneità alla didattica speciale per l’integrazione degli alunni diversamente abili, “hanno acquisito una specializzazione alla docenza di sostegno sul campo”, collaborando nella stesura del Piano Educativo Individualizzato, utilizzato per descrivere gli interventi che le istituzioni scolastiche devono mettere in atto nei confronti degli alunni con bisogni educativi speciali, a norma di legge n. 104/92, all’interno del Gruppo di Lavoro denominato GLH.

Com’è stato possibile che costoro, specializzati sul campo nell’insegnamento agli alunni portatori di handicap, si siano visti escludere la possibilità di formalizzare detta specializzazione, in virtù della preclusione a sostenere le prove di accesso al nuovo Tirocinio Formativo Attivo Sostegno III Ciclo?

Ancora una volta ci ha pensato il Giudice a porre rimedio a tale ritenuta ingiustizia….

Il legale Ciro Santonicola

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