Concorso prove suppletive: candidati avvantaggiati

Il concorso docenti 2016 non poteva essere limitato ai docenti abilitati, come decretato da diversi tribunali ai quali si sono rivolti i docenti esclusi della terza fascia. Ma questo non vuol dire avvantaggiare gli uni a scapito degli altri. Eppure, alle prove suppletive del concorso riservate ai ricorrenti, si è consumato un altro misfatto di cui il Corriere della Sera offre un inoppugnabile testimonianza. Al Miur non si sono presi nemmeno la briga di cambiare le domande riproponendo pari pari gli stessi quesiti delle prove scritte del 2016.

Quesiti in copiaincolla

L’articolo pubblicato da Valentina Santarpia sul Corriere riporta in didascalia il testo del quesito incriminato che era già stato proposto alle selezioni del 2016. Lo riproponiamo integralmente di seguito a beneficio degli interessati. «Il candidato risponderà al quesito seguente indicando: la durata della lezione, la sua articolazione, i pre-requisiti richiesti, la collocazione nel curricolo e se prevede l’utilizzo di supporti multimediali. Quesito: Considerando le “Macchine del Settecento”, il candidato illustri come si realizzano gli effetti speciali del mare in tempesta, del volo aereo e del turbine di neve».

La prova inoppugnabile

A dire la verità questa faccenda delle domande uguali era già emersa il mese scorso perché diversi docenti avevano già segnalato l’anomalia. Non è una novità in assoluto, ma adesso c’è la prova inoppugnabile offerta dal Corriere. Il Miur ha riproposto le stesse domande del concorso 2016 alle suppletive appena svoltesi. Il caso ha riguardato la classe di concorso A08, Discipline geometriche, architettura, design d’arredamento e scenotecnica.

Beffati e bocciati

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Quanto è successo alle prove suppletive costituisce una beffa nei riguardi degli idonei fantasma che pur avendo superato le prove non avranno una cattedra. In diverse regioni molti di loro non potranno usufruire delle disposizioni del transitorio che ha previsto l’assorbimento oltre la quota del 10% per mancanza di posti. Così si esprime al Corriere Rosy Russo. “Noi non sapevamo che tipo di compito ci saremmo trovati davanti, invece loro hanno avuto un anno intero per potersi preparare su questa stessa fattispecie e addirittura sono a conoscenza di griglie di valutazione, che a noi erano completamente oscure. La verità è che nonostante siano andati a sostenere un concorso pubblico le condizioni non sono state di eguaglianza ma di totale disparità di trattamento. La solita storia: due pesi con due misure”.