Concorso docenti, Sicilia: 'vincitori ma non troppo'
Concorso docenti, Sicilia: 'vincitori ma non troppo'

Concorso docenti 2016: 1/10 dei vincitori occuperà le cattedre dal 1° settembre. Un’amara vicenda quella che si profila all’orizzonte per molti giovani e meno giovani insegnanti siciliani, vincitori a pieno titolo dell’ultimo concorso a cattedra 2016. Molti di questi, nonostante siano stati ritenuti idonei in tutte le prove concorsuali e in posizione utile per entrare finalmente a far parte dei ruoli dello Stato, dovranno, loro malgrado, attendere per chissà quanti anni prima di occupare il meritato posto fisso.

I posti disponibili da GM sono circa il 10% di quelli previsti nel bando del Concorso docenti 2016: di chi è la responsabilità di tutto questo?

Il problema maggiore, da quello che trapela da alcune indiscrezioni, è che mancano letteralmente i posti per immettere in ruolo tutti i docenti idonei e vincitori nel 2016. Parliamo chiaramente degli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria.
Andando a spulciare più nel dettaglio i numeri che riguardano tali immissioni, ci si accorge con sorpresa che qualcosa proprio non quadra: su un totale di ben 1.096 posti indicati nel bando iniziale per la scuola primaria, circa 700 sono stati i vincitori. Ma fin qui nulla di strano. Le sorprese iniziano a profilarsi successivamente.

Nonostante l’alto numero dei docenti bocciati al Concorso docenti 2016, i posti utili si riducono al 10% di quelli previsti inizialmente dal bando

All’improvviso salta fuori che, nonostante l’elevato numero di candidati bocciati alle prove concorsuali, i posti accantonati dal Miur non sono più 1.096 ma addirittura 143. Questo dato è assolutamente aberrante anche perché, le indiscrezioni parlano di un’altra vicenda che getta ancor di più nello sconforto assoluto tutti e 700 gli inseganti idonei che si erano conquistati con fatica ed abnegazione una posizione utile al suddetto concorso: questi 143 posti disponibili per le assunzioni diventano effettivamente 72, in quanto la restante parte, ovvero il 50%, dovrà essere occupata dai colleghi delle Graduatorie ad Esaurimento. Morale della favola: si è passati dai 700 posti disponibili ai 72 posti utili da GM per essere fattivamente occupati, dal prossimo 1° settembre, dagli inseganti vincitori.
Scuola dell’Infanzia – Anche per quanto concerne la scuola dell’infanzia i numeri sembrano assolutamente insufficienti: i dati parlano chiaro, su 449 cattedre iniziali messe a bando dal concorso 2016, soltanto 88 saranno i posti disponibili per le assunzioni, di cui 44 derivanti dalle GM e 44 dalle graduatorie ad esaurimento. Anche in questo caso siamo difronte al 10% dei docenti vincitori del Concorso 2016.

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Pressapochismo, inesperienza e arrivismo politico finiscono per danneggiare migliaia di docenti siciliani vincitori del Concorso docenti 2016: ‘E’ una vergogna? Vogliamo i nostri posti”.

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Una situazione questa, grave e totalmente distorta rapportata ai numeri iniziali previsti dal Ministero e indicati chissà attraverso quali criteri, di cui se ne disconosce la reale previsione. In molti ritengono, per esempio, che tale vicenda sia stata creata ad arte con un preciso intento politico per recuperare quella fiducia del mondo della scuola, oramai andata palesemente perduta, dopo l’approvazione della Legge 107 nell’estate di due anni fa.
In questo senso, i rappresentanti politici che hanno deciso di indire questo concorso nel 2015 (Renzi, Giannini e Faraone) non hanno avuto affatto contezza dei numeri reali che il personale della scuola primaria e dell’infanzia, in Sicilia, effettivamente necessitava. Alla luce dei fatti, si può tranquillamente sostenere che le scelte prodotte dalla politica renziana sono state dettate più che altro dall’opportunità politica e non per un mero bisogno di personale carente in questo comparto della scuola.

Le domande di Scuolainforma a proposito di alcune scelte incomprensibili e poco coerenti della politica

Allora ci poniamo due domande: 1) non sarebbe stato meglio non predisporre nessun concorso ad acta per questi due ordini scolastici, aspettando invece che si esaurissero le graduatorie esistenti? 2) Non sarebbe stato più giusto ed equo non derogare al vincolo triennale sulle mobilità dei docenti appartenenti alle fasi B e C del grande piano assunzionale del 2015?
Il connubio tra queste due incoerenti scelte condotte per l’ennesima volta dalla politica, alla fine, ha provocato una pirandelliana situazione: a furia di reiterate le deroghe e di rendere straordinario ciò che rappresenta l’ordinarietà, attraverso i dettami e le regole scritte e contenute nelle leggi, la politica e i suoi maggiori esponenti hanno fatto si che parecchi docenti vincitori di concorso, oggi, si ritrovino vincitori di un trofeo inesistente e magari dovranno nuovamente preparare le proprie valigie per andare ad insegnare da precari al nord d’Italia, come da qualche anno a questa parte, in attesa che si renda disponibile la loro cattedra legittimamente usurpata.
Tutto questo, non vi sembra forse un principio di iniquità che potrebbe scatenare l’ennesimo tsunami dei ricorsi? Qualcuno già sta cominciando seriamente a pensarci.